Don Chisciotte in corte della duchessa

Opera serioridicola per musica

Libretto di Giovanni Claudio Pasquini
Musica di Antonio Caldara

Prima esecuzione: 6 febbraio 1727, Vienna, Cesarea Corte.

Attori

DON CHISCIOTTE della Mancia, cavaliero errante tenore
IL DUCA sconosciuto
LA DUCHESSA sconosciuto
ALTISIDORA sua confidente, amante di Laurindo soprano
DORALBA damigella di corte sconosciuto
DON ALVARO maggiordomo del Duca sconosciuto
LAURINDO giovane italiano, gentiluomo del Duca sconosciuto
Donna RODRIGUES vecchia guarda-dama sconosciuto
SANCIO Panza, scudiero di Don Chisciotte basso
GRULLO staffiere di corte sconosciuto
GRILLO staffiere di corte sconosciuto

Comparse:
di Falconieri col Duca,
di Soldati, che fan corteggio all’arrivo di Don Chisciotte,
di Paggi,
di Damigelle della Duchessa,
di Satiri, che guidano il carro di Doralba, creduta Dulcinea,
di Matrone con Laurindo, creduto la contessa Dolorida.

La scena si rappresenta parte nel castello di Savedras, e parte nelle sue vicinanze.

Libretto – Don Chisciotte in corte della duchessa

Argomento
Siccome dalla seconda parte della notissima storia di Don Chisciotte si è tratto il viluppo della presente opera serioridicola, così basta accennare il fonte, per dare un pieno argomento della medesima. Ha procurato il poeta di stare attaccato più che gli è stato possibile alla vezzosa idea dell’ ingegnosissimo autore spagnuolo, ed in molti luoghi non ha fatto altro, che porre in versi quei sentimenti medesimi, de’ quali è così bene arricchito quel giocondissimo libro. L’invenzione ha puramente lavorato sull’intreccio degli amori, e questi per altro son come tante linee, tirate a finire in un punto, essendo condotti in maniera, che non ostante la passione, abbia luogo negli amanti una certa specie di puntiglioso donchisciottismo.

Atto primo

Scena prima
Campagna aperta con casino da una parte per goder la caccia degli Aironi, e dall’altra una collina, dove si figura, che sieno Don Chisciotte e Sancio.
Il duca, La duchessa, Altisidora, e Grullo con séguito di Falconieri.

IL DUCA
Or che presso al meriggio il sol più ferve
co’ suoi cocenti rai,
solleciti partiam, sarebbe adesso
fare un tormento d’un piacer.

LA DUCHESSA
Ben sai,
che il mio l’è il tuo voler.

IL DUCA
Ma qual vegg’io
(si volta verso la collina)
sul vicin colle in così strano arnese,
vie più strano guerrier?

ALTISIDORA
Sarà quel folle,
di cui leggemmo fino ad or con riso
le stravaganti idee.

IL DUCA
Grullo, veloce
corri a scoprirne il ver.

GRULLO
Pronto ubbidisco.
(parte)

LA DUCHESSA
Quanto godrei, che apposta
si fosse Altisidora.

IL DUCA
Anch’io lo bramo;
ma poi che meglio osservo, alle già note
(osserva nuovamente Don Chisciotte)
armi, all’aspetto, al portamento, agli atti
esser altri non può. Segni sì certi
non escono daltronde.
Venga, vedrem se la descritta copia
al suo perfetto original risponde.

Scena seconda
Don Alvaro, Laurindo, e detti.

LA DUCHESSA
Ben mi volea meravigliar, che tanto
star potesse Don Alvaro lontano
dal fianco della bella Altisidora.

ALTISIDORA
Ed io sorpresa fui da meraviglia
come star mi poté tanto d’appresso.

DON ALVARO
Signora, il solo tempo…

ALTISIDORA
è quello, che tradisce un vecchio amante:
di già tu non sei tal.

DON ALVARO
Senza ferire
sciorre un accento sol per me non puoi.

ALTISIDORA
E pur non v’è chi più di me ti stimi.

DON ALVARO
Se la stima è disprezzo, intiera godo
questa grazia per te.

LA DUCHESSA
Sempre una faccia
non suol tenere amor: copre talvolta

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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