Alessandro Severo
Dramma per musica.

Libretto di Apostolo Zeno.
Musica di Antonio Lotti.

Prima esecuzione: 26 dicembre 1716, VeneziaTeatro San Giovanni Grisostomo.

Attori
:

GIULIA Mammea imperatrice madre soprano
ALESSANDRO imperatore, suo figliolo soprano
SALLUSTIA imperatrice moglie soprano
ALBINA nobile romana contralto
CLAUDIO cavalier romano, amico di Marziano soprano
MARZIANO padre di Sallustia soprano

Balli: di Sollazzieri, di Romaneschi.

La scena è in Roma.

Eccellenza
Espongo al pubblico sotto l’autorevole patrocinio di vostra eccellenza questo mio drammatico componimento, e fo ad esempio di quegli artifici, che mettono in sito elevato, e in buon lume di prospettiva l’opere loro, a fine di asconderne le imperfezioni, e di farle parere ciò che non sono. Da questa elezioni risulterà, se non altro, questo vantaggio al mio dramma; che tutti mi loderanno di averlo saputo ben dedicare, non potendo aver io la prosunzione di credere, che possano commendarmi di averlo saputo ben concepire e ordinare. E certamente per qualunque parte, eccellentiss. signore, la vostra persona riguardisi, non ci ha luogo, ove ella non esiga ammirazione, e rispetto, e donde non tramandi un qualche raggio della sua gloria sovra gli oggetti, che hanno l’onore di essere protetti, e considerati da voi. E’ noto al mondo tutto, che gli impieghi più rilevanti, e più luminosi di un sì gran regno si riposarono sopra di voi, ed acquistarono però maggior lustro, che non vi diedero. Vi riverì il mare grand’ammiraglio, e comandante della regia flotta; vi ammirò la terra generale in capite nella Spagna. Ma non gli onori militari solamente concorsero a sublimarvi: perché al consiglio privato di s. m. britannica furono oracoli i vostri pareri; e alla contea di Northamton fu di salute il vostro governo; ed a più corti furono di meraviglia le vostre ambasciate. In somma nel glorioso corso della vostra vita, tutte le vostre azioni sono state corrispondenti alla grandezza della vostra nascita, e spesso operando gran cose, le avete talvolta riguardate come mediocri, perché non erano straordinarie; né vi siete contentato di soddisfare alla comune espettazione; ma avete voluto confonderne, e superarne l’idea, per quanto sublime ella fosse. Si sa in oltre, che con la vostra gran mente voi conoscete di qualunque componimento la bellezza, e la forza, e che tanti sono i lumi a voi naturali, e da voi acquistati, che non si può avere la vostra approvazione senza conseguire anche quella del pubblico. Si forma un sicuro giudizio sopra quello che voi formate; onde s’io giungo all’onore di averlo qui favorevole, posso dir francamente di avere assicurato il destino di questa mia, qualunque siasi, fatica. Comunque però ne succeda, a me di già ne provviene un insigne vantaggio; ed è, che da questo mi si somministra occasione di dichiarare pubblicamente il profondo rispetto, con cui sono.

Di vostra eccellenza
umiliss. devotiss. osseq. servitore
A. Z.

Argomento
L’unica azione, che facesse degna di lode Elagabalo, imperatore di Roma, fu il dichiarare, vivendo, per cesare il giovanetto Alessandro Severo, figliuolo di Giulia Mammea, donna di grande autorità nell’impero, e che aveva qualche affinità col sangue degli Antonini, e con lo stesso Elagabalo. Questo tiranno si pentì poco di averlo creato cesare, e cercò in più maniere di torlo di vita; ma preservato particolarmente dall’assistenza della madre, pervenne alla fine, dopo la morte data ad Elagabalo, al supremo governo della monarchia in età di tredici anni, sotto la tutela della madre, dalla quale di là a qualche anno gli fu data per moglie una vergine di sangue patrizio, il cui nome taciutosi dalle storie, si ha dalle medaglie, essere stato quello di Sallustia Barbia Orbiana. In breve tempo Alessandro innamoratosi delle rare qualità della moglie, la dichiarò augusta, e le fece parte di tutti quegli onori, che prima la madre sola godeva: laonde questa ingelositane e volendo ella sola esser nominata augusta, fece, che il figliuolo a forza la ripudiasse, e fattole ogni strapazzo nella reggia, le intimò sentenza di relegazione nell’Africa. Marziano, padre di Sallustia, uomo potente nell’esercito, non potendo tollerare l’affronto fatto al suo sangue, si sollevò contro Giulia. Ciò che ne seguisse, si raccoglie da Erodiano, e da Lampridio. Nella favola si è seguito il verisimile più che il vero. Le acclamazioni fatte ad Alessandro: la guerra da lui mossa contro i Parti: la sua totale dipendenza dalla madre: le nuove terme da lui erette, e così qualche altra cosa accennata, sono cose tutte fondate su la verità della storia. Il tempo, in cui si finge l’azione del dramma, è nel giorno anniversario, in cui Alessandro era salito all’impero.

Atto primo

Scena prima
Luogo magnifico nel Campidoglio con Trono.
Alessandro, Sallustia, Marziano, Claudio, Popoli, Soldati, ecc.

CORO
Viva viva il nostro augusto;
viva il lauro alla sua chioma.
Viva il grande, il forte, il giusto.
Viva il cesare di Roma.
(Alessandro presa per mano Sallustia va a sedere sul trono)

MARZIANO
Il giorno fortunato, in cui l’impero,
più che i voti di Roma, il ciel ti diede,
ecco fausto ritorna.
Piaccia agli dii serbarci un sì gran bene,
e serbarcelo eterno.

ALESSANDRO
Nei vostri voti il vostro amor discerno.
Marziano, alla plebe oro si sparga,
dividasi a’ soldati.
Claudio, fa’, che nel circo
spettacolo si appresti, ove non sia
sanguinosa la pompa, empio il diletto;
e se di strage è vago,
il popolo roman, venga a mirarle
all’Eufrate, ed al Tigri, ivi del Parto
convien, che per noi resti
l’odio punito, e l’alterigia doma.

CORO
Viva viva il nostro augusto,
viva il cesare di Roma.

SALLUSTIA
Quanto alle glorie tue giubila il core.

ALESSANDRO
Cara. Adempiasi, Claudio,
ciò che imposi.

CLAUDIO
Ubbidisco.

ALESSANDRO
Romani, il sangue illustre, i fregi eccelsi,
l’amor mio, la sua fé, l’augusta figlia,
Marziano fan degno,
che il vostro imperator gli dia l’impero
sull’armi nostre.

MARZIANO
A me, signore?

SALLUSTIA
Al padre?

CLAUDIO
Pronto, o signor…

ALESSANDRO
Ti accosta.

MARZIANO
Ossequioso
bacio tua destra.
(s’inginocchia a piè del trono, e bacia la mano di Alessandro)

ALESSANDRO
Al militar comando
ti scelgo, o prode. Il campo

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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