Conca d’oro

Azione comico-lirica in 3 atti

Libretto di Ettore Moschino
Musica di Arturo De Cecco

Prima Rappresentazione: 28 agosto 1911, Politeama Chiarella, Torino.

Personaggi
Il Barone Arconte, basso
Silano, suo nipote, tenore
Nanni, poeta popolare, baritono
Don Ermolao, arciprete, tenore
Il Capitano borbonico, basso
Il Maggiordomo, generico
Lucilla, nipote del Barone, soprano
La Principessa Rosalinda della Castagnola, mezzosoprano
MISS LILIEN, soprano
James Browing, tenore
LA MOGLIE DI JAMES BROWING, generico
JOHN CAMPWELLER, basso
Lady Campweller, generico
Donn’Apollonia, cuoca, generico
Alice del bucato, soprano
Pinin dei piatti, tenore
Il seguito del Barone
Il seguito della Principessa
Guardie e soldati borbonici
Fanciulle
Giovani isolani
Raccoglitrici d’arance

Americani
Garibaldini
L’azione ha luogo in Sicilia nell’anno 1860.

Libretto – Conca d’oro

 

ATTO PRIMO
La scena rappresenta il giardino del palazzo baronale
degli Arconte, a Borgolieto. Tutto intorno brillano aranci
in fiore: in fondo aiuole variocolorate digradanti
sino al mare, visibile in lontananza. Da una banda il vasto
ed antico palazzo del barone e della sua nipote Lucilla;
dall’altra qualche casetta s’intravede tra gli aranci
e i pergolati. In un angolo del fondo, un cancello
aprentesi sopra uno stradale fiancheggiato da siepi
di biancospino e dagli scudi spinosi dei fichi d’India.
È l’alba d’una giornata di Aprile. Da tutto il paesaggio
spira la freschezza delle primavere siciliane.

Ragazze Borgolietane.
Con le squille dell’alba, molte fanciulle del paese
sono entrate nel giardino tutte giulive nei loro abiti festivi.
Recano in mano grandi mazzi di fiori campestri.
Esse sono venute per svegliare, com’è l’uso del sito,
con una “mattinata” il buon barone Arconte
che è una specie di patriarca benefico del paese
e compie in quel giorno il suo sessantesimo anno d’età.

MATTINATA

Coro
Aprile è ritornato
tra mille rondinelle,
che invitano le belle
a tessere l’amor.
La luna è tramontata,
già la rugiada stilla;
la dolce mattinata
lungo i cieli sfavilla.
Sugli aranceti in fiore
sta il sole incantator,
mentre effluvi d’amore
spande la Conca d’or.
Mio bel signor ti desta!
Dolci fior ti rechiamo!
È il tuo giorno di festa.
La tua canzon cantiamo.
Su via Siciliane!
Sia lieto il nostro cor,
dalle cime lontane,
apparsa è l’alba d’or!
(Il Barone e il Coro. Il Barone appare sulla veranda del palazzo;
poi discende ed è attorniato da uomini, ragazze e fanciulli.
Il barone e i suoi famigliari indossano per la
circostanza costumi pittoreschi, riproducenti quelli dell’antica
Sicilia)

Le Ragazze
Evviva il nostro barone! Cento di questi giorni!
Venite! Vi vogliamo fra noi!

Il Barone
Eh, eh! non chiamereste
con altrettanto entusiasmo il vostro innamorato…
Forse perché oggi compisco sessant’anni,
vi sembro ringiovanito.

Le Ragazze (gli porgono fiori che egli prende affetuosamente)
– I miei! Accettate questi! Li ho cresciuti per lei.
– No, questi, ecc. (lo caricano di fiori)

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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