Dalla beffa il disinganno
Dramma buffo.

Libretto di Angelo Anelli.
Musica di Giovanni Pacini.

Prima esecuzione: 12 gennaio 1817, MilanoTeatro Re.

Personaggi:

DONNA ARISTÉA zia di contralto
ALBINA promessa sposa a soprano
SANDRINO tenore
GIOVAN MATTEO amico, e amante di Donna Aristéa basso
NARDONE lustra stivali basso
FIAMMETTA cameriera di Albina soprano

Un paesano. Un servitore. Un usciere della procura.

La scena è un villaggio di questo mondo.

[Avvertimento]
Per una gara collo Scannamuse in meno di otto ore il presente dramma fu inventato e dettato da Gasparo Scopabirbe.

Atto unico

Scena prima
Piazza d’un villaggio.
Sandrino e Fiammetta, indi Donna Aristéa al braccio di Giovan Matteo.

SANDRINO
La zia per la nipote
so che soffrir conviene:
ma veggo certe scene…
che non mi so frenar.

FIAMMETTA
Ella è due volte buona
a credere a quel tristo…
Ma della mia padrona
non voglio mormorar.

SANDRINO
Quell’impostor birbante…

FIAMMETTA
Eccoli appunto insieme.

Insieme

SANDRINO
Perché d’Albina amante
io deggio simular?

FIAMMETTA
Della nipote amante
dovete simular.
(esce Giovan Matteo con ombrellino dando braccio a Donna Aristéa)

GIOVAN MATTEO
Sì voi siete, a me credete,
poetessa singolar.
Scriver voglio al Campidoglio,
che vi mandi a incoronar.

DONNA ARISTÉA
Voi pur siete una gran cosa,
un gran fiore di virtù.
Come voi, chi scriva in prosa
no in Italia non c’è più.

GIOVAN MATTEO
Degna amica…

DONNA ARISTÉA
Illustre amico…

GIOVAN MATTEO, DONNA ARISTÉA
Da noi due, l’ho detto e il dico,
converrà, che omai dipenda
chi vuol fama, e cerca onor.
(ridendo in disparte)

Insieme

FIAMMETTA
Ah!… si grattano a vicenda

SANDRINO
Oh che pazza! oh che impostor!

SANDRINO
Donna Aristéa…

DONNA ARISTÉA
(con aria burbera)
Lasciatemi!

SANDRINO
Ma…

DONNA ARISTÉA
Mi seccate invano…

SANDRINO
(indicando Giovan Matteo)
Conosco già le cabale
di questo ciarlatano.

DONNA ARISTÉA
(con gran collera a Sandrino)
Ah temerario! ah indegno!

GIOVAN MATTEO, FIAMMETTA
Signora mia…

DONNA ARISTÉA
Lo sdegno
mi fa il cervel girar.

Insieme

DONNA ARISTÉA
La collera mi piglia:
ognun mi stia lontano:
qui tutto si scompiglia:
ogni consiglio è vano:
Oreste colle furie
in me sentir mi par.

GIOVAN MATTEO, SANDRINO, FIAMMETTA
La collera la piglia:
ognun le stia lontano:
qui tutto si scompiglia:
ogni consiglio è vano:
Oreste colle furie
in lei veder mi par.

DONNA ARISTÉA
(a Giovan Matteo)
Son mie le vostre ingiurie:
vi voglio vendicar.

DONNA ARISTÉA
Trattar da ciarlatano in faccia mia
un ser Giovan Matteo?…

SANDRINO
Signora mia,
sapete che, qual zia della mia sposa,
vi rispettai fin or. Ha omai due mesi,
che con Albina io stesi
il contratto nuzïal, quando costui…

DONNA ARISTÉA
Olà vi dico: a lui
più rispetto…

GIOVAN MATTEO
Eh! lasciate…
lasciatelo ciarlar: io non ci bado.

FIAMMETTA
(La padroncina ad avvertire io vado.)
(parte)

SANDRINO
Se avessi a dirvi…

DONNA ARISTÉA
E che?…

SANDRINO
Tutti omai sanno,
che buon capo è costui.

DONNA ARISTÉA
Non più. Chi offende
gli amici miei non m’è più amico. Albina
più vostra esser non può da questo istante.

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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