Emma d’Antiochia
Tragedia lirica.

Libretto di Felice Romani.
Musica di Saverio Mercadante.

Prima esecuzione: 8 marzo 1834, VeneziaTeatro La fenice.

Personaggi:

CORRADO di Monferrato, conte di Tiro baritono
RUGGIERO suo nipote tenore
EMMA principessa d’Antiochia soprano
ADELIA figlia di Corrado e sposa di Ruggiero soprano
ALADINO giovine mussulmano schiavo di Emma tenore
ODETTA damigella di Adelia soprano

Cavalieri, Crociati, Dame, Damigelle, Trovatori, Soldati, Paggi, Scudieri e Menestrelli.

L’azione è in Soria nella città di Tiro. L’epoca è nel dodicesimo secolo.

Atto primo

[Sinfonia]

Scena prima
Sala nel palazzo di Corrado. Di fronte magnifica galleria che conduce a ricchi appartamenti.
Adelia seduta ad un tavolino, Odetta e Damigelle la circondano recando vari ornamenti.

[N. 1 – Introduzione]

DAMIGELLE
Della sidonia porpora
ami il color vivace;
o di Damasco il fulgido
bisso vuoi tu vestir?

ODETTA
Ella pur tace.

DAMIGELLE
Parla: di gemme candide
serto gentil t’alletta;
vezzo o monil più giovati
d’orïental zaffir?

ODETTA
(scuotendola)
Adelia!

ADELIA
(abbracciandola)
Odetta!

ODETTA E DAMIGELLE
Piangi? In sì lieto giorno,
che il genitor diletto
fa da Sion ritorno
tuoi nodi a benedir;
or che del tuo Ruggiero
déi coronar l’affetto,
quale puoi tu pensiero
quale timor nutrir?

ADELIA
Un rio sospetto.

ODETTA
Oh! che mai dici?

ADELIA
A voi fedeli ancelle
nudo offrir posso il cor… Quant’io vorrei…
Quanto in pria lo sperai… Ruggier non m’ama.

ODETTA
Come? e tua man non brama?
E non la chiese al padre?

DAMIGELLE
E a te di sangue
non è congiunto?

ADELIA
Oh! lo foss’ei di cuore. ~
Né il solo io sono, né il suo primo amore.

TUTTE
D’onde il sai tu?

ADELIA
Qui… dianzi…
Dal labbro suo… Di Baldovino in corte
di nobil donna egli arse: alta cagione,
ch’io non saprei ridir, lei trasse altrove
e fu per sempre da Ruggier partita;
ma nel suo cuor scolpita
ella rimase, e vi è tuttor… me ‘l dice
la sua mestizia che malgrado ci cela,
e il continuo aspirar a ciel straniero.
No: non m’ama.

Scena seconda
Ruggiero dal fondo, e dette.

RUGGIERO
Io non t’amo?

ADELIA
Oh! ciel! Ruggiero!

RUGGIERO
I tuoi sospetti, o Adelia,
io mi credea sgombrati;
schiusa io t’avea quest’anima…
I mali miei svelati…
A te siccome ad angelo
aperti i miei pensier.
Fa’ core: ancor sei libera
se puoi di me temer.

ADELIA
Non ti sdegnar, perdonami
queste dubbiezze estreme;
cor di donzella è debole,
amor d’ogni ombra teme,
Ruggier mi è luce ed anima,
tutto è per me Ruggier.
Che m’ami ancor ripetimi
né più mi udrai doler.

RUGGIERO
T’amo; sì t’amo… e sembrami
poco ad amarti un core.

ADELIA
O mio Ruggiero!

RUGGIERO
E rendemi
questo amor mio migliore:
mi par, mi par risorgere
come fenice in te.

ADELIA, ODETTA, DAMIGELLE
Oh! in quale amor più credere
se questo amor non è?
(musica militare da lontano)

TUTTI
Quai lieti suoni?

Scena terza
Coro di Cavalieri, e dette.

CAVALIERI
Affrettati
giunto è Corrado in porto,
de’ collegati principi
da gran navile è scorto;
odi di trombe e timpani
tutta suonar la riva:
odi echeggiar gli evviva
del popolo fedel.

ADELIA, RUGGIERO
Lo invia, lo invia, sollecito
a’ nostri nodi il ciel.

ODETTA, DAMIGELLE
Lo invia, lo invia, sollecito
a’ vostri nodi il ciel.

ADELIA E RUGGIERO
Vieni: per noi cominciano
giorni di sommo bene:
come di sogno immagine
fugge il passato e sviene;
a noi sereno e lucido
sorride l’avvenir.

CORI
Ei vien: le prime insegne
si veggono apparir.
(escono tutti)

Scena quarta
Banda militare, Cavalieri, Scudieri, Soldati.
Dopo il corteggio esce Corrado in mezzo ad Adelia e a Ruggiero.

CORRADO
Son ne’ miei Lari!… ch’io t’abbracci ancora
tenera Adelia! E tu Ruggier, tu dolce
immagin d’un fratel, vieni al mio seno.
Ah! non v’ha dì sereno
come il dì del ritorno in messo ai suoi
dopo i corsi perigli.

ADELIA, RUGGIERO
Non ne partir mai più!

CORRADO
Lo spero, o figli.
Io de’ latini il regno
in Solima fermai: per me concordi
i prenci di Soria spiegano ancora
oltre il Giordano la vermiglia croce:
e al rispetta il saracen feroce.

TUTTI
Oh! vero eroe!

CORRADO
Pegno di stabil pace
fra Tiro ed Antiochia, o Cavalieri,
nella mia reggia io reco
augusta donna, a voi sovrana e madre,
a me consorte.

TUTTI
A te consorte!

ADELIA
O padre!

CORRADO
Il mio cuore, il cor paterno
rifuggia da nuovo imene,
ogni gioia ed ogni bene
io poneva, e pongo in te.
Ma parlò voler supremo,
di Sion parlò la voce:
e il guerriero della croce
a Sionne e al ciel di diè.

CORI
Generoso!

ADELIA
Ah tolga il cielo
ch’io mi attenti alzar lamento!
Paghi iddio tuo nobil zelo,
di venture, e di contento!

TUTTI
Fian felici i figli tuoi
della tua felicità.

CORRADO
Se una madre io diedi a voi
altro voto il cor non ha.
Io tal voto, io tal preghiera
porsi a lei dell’ara al piede:
ella a me giurando fede
a’ miei figli amor giurò.
Quando fia che giunga a sera
di mia vita il dì fugace,
chiuderò quest’occhi in pace
poi che a lei vi lascerò.

TUTTI
Manterrà sua fede intera
chi un eroe di sé degnò.

[N. 2 – Scena]

CORRADO
Or che di tanto evento
consci vi resi, ogni mia nube ha sgombra
il vostro amor.

ADELIA
A lei ne guida, o padre,
guidane a lei; poiché tu l’ami, io l’amo,
e in lei trovar verace madre io credo.

Scena quinta
Aladino, indi Emma con Paggi, Scudieri, ecc. e detti

ALADINO
(sull’ingresso)
La sovrana!

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