Giulio Cesare in Egitto
Dramma.

Libretto di Giacomo Francesco Bussani, Nicola Francesco Haym.
Musica di Georg Friedrich Händel.

Prima esecuzione: 20 febbraio 1724, LondraKing’s Theatre in the Haymarket.

Personaggi:

Giulio CESARE primo imperatore de’ romani mezzosoprano
CURIO tribuno di Roma basso
CORNELIA moglie di Pompeo contralto
SESTO Pompeo, figlio di Pompeo e Cornelia soprano
CLEOPATRA regina d’Egitto soprano
TOLOMEO re d’Egitto, fratello di Cleopatra contralto
ACHILLA duce generale dell’armi, e consigliere di Tolomeo basso
NIRENO confidente di Cleopatra, e Tolomeo contralto

Séguito di Romani, séguito di Egizii, Damigelle egizie, Guardie, le nove Muse, Favorite di Tolomeo, Soldati egiziani, Soldati romani, un Paggio.

Egitto (Alessandria e dintorni). Anno 48 a. C.

All’altezza reale della principessa di Galles
Altezza reale, conoscendo gli antichi arcadi che la loro natura gl’inclinava a’ costumi aspri e rigidi, istituirono che ciascuno dalla sua fanciullezza fino all’età di trent’anni, per rendersi docile ed amabile, dovesse apprender ed esercitar la musica; e fino a tanto che osservarono esattamente questa lor legge, furono stimati e pregiati da’ loro vicini, ma non così tosto la neglettarono, che si attiraron lo sdegno ed il disprezzo di tutte le altre nazioni.
Se tanto può dunque la musica, che rende gli animi rozzi, mansueti ed umani, qual effetto non farà mai in quelli che naturalmente sono inclinati alla benignità ed alla clemenza? certo è che infondendo in loro un certo che di divino, li rende superiori ad ogni altro vivente, e fa che siano venerati, come cosa che ha più del celeste, che del terreno. Ciò si comprova evidentemente nella persona di v. a. r. ch’essendo escita da un ceppo, i cui antenati furono sempre stati benignissimi protettori di questa scienza, e che appena nata, i primi oggetti che per le vie dell’udito ha tramandati alla memoria, sono stati commisti col canto del celebratissimo Pistocco, che può dirsi padre del buon gusto moderno, di là ha formato quelle giuste e sì fine idee, quella perfetta e giudiziosa conoscenza ch’ella ha della musica.
Sia dunque in gloria di questa professione lo scorgersi, che oltre le distinte qualità native, abbia contribuito e perfezionate nell’a. v. r. un composto da imitarsi solamente, ma da non potersi uguagliare; mentre in essa trovansi tutte unite le virtù desiderabili in una gran principessa, donde ne risulta pregio infinito, e sommo contento, avendole questi popoli a causa di esse eretto un tempio ne’ loro cori.
L’a. v. r. è il solo oggetto d’ogni sguardo: ogni afflitto quando la vede dimentica le sue disgrazie: ogni madre gode d’aver figliuoli, per accrescere il numero de’ suoi devoti; ed ognuno prega il cielo per la sua prosperità e conservazione: testimoni ne sono quei numerosi applausi che si odono, ogni qual volta ella si fa vedere in pubblico; e la Britannia sembrerebbe ancor troppo angusta nelle lodi dovutele se non si unisse con essa il mondo tutto. Anch’io nell’universali acclamazioni non ho potuto negare a me stesso, l’onore d’inchinermi all’a. v. r. con un dono, che benché tenue non le sarà forse discaro, per essere un drama destinato al nobile divertimento della casa reale. In esso si rappresentano li famosi fatti di Giulio Cesare in Egitto, adornati con la musica del signor Giorgio Federico Handel; e se avrà la fortuna d’incontrare il genio dell’a. v. r. non saprà che più desiderare. Implorando adunque pel detto drama che le consacro, la protezione dell’a. v. r. supplico umilmente che a me sia perdonato un tanto ardire, se indegnamente, ma con profondo ossequio mi dedico.

Di vostr’altezza reale
umilissimo, devotisssimo e obbligatissimo servitore
Nicola Francesco Haym

Argomento
Giulio Cesare dittatore, dopo aver soggiogate le Gallie, non avendo potuto per opere di Curio tribuno ottenere il consolato, si portò con tant’impeto all’eccidio della libertà latina che si dimostrò più nemico di Roma che cittadino romano. Il senato intimorito, per opprimer la sua potenza, opposegli il gran Pompeo, il quale con poderoso esercito incontrollo ne’ Campi Farsalici, ov’egli fu da Cesare sconfitto: dopo la rotta, Pompeo, memore de’ benefici prestati alla corona de’ Tolomei, colà pensò di ricovrarsi, assieme con Cornelia sua moglie, e Sesto Pompeo suo figlio, in tempo che Cleopatra e Tolomeo, re giovane, tiranno e lascivo, più crudeli nemici, che germani, vicendevolmente armavano per la pretendenza dello scettro. Cicerone rimase prigioniero, il buon Catone si svenò in Utica, e Scipione con le reliquie delle legioni latine errò fuggitivo per l’Arabia. Conoscendo Cesare che la sola depressione di Pompeo poteva stabilirlo solo imperatore di Roma, lo seguitò in Egitto. Tolomeo, per obbligar Cesare, al suo partito contro Cleopatra, barbaro di costumi, ed empio di fede, fattone scempio per consiglio di Achilla fecegli presentare il di lui capo tronco dal busto. Pianse Giulio Cesare, vista la testa del nemico, tacciò di troppa arditezza Tolomeo, il quale a suggestione del consigliero scellerato, violando con ordita congiura la fede dell’ospizio, necessitò poco dopo Cesare istesso a gettarsi dalla reggia nel porto: si salvò Giulio a nuoto; mosse le armi all’espugnazione del tiranno, il quale nel fatto d’arme restò morto; ed acceso dalle bellezze di Cleopatra la sollevò al soglio d’Egitto, calcando egli il trono del mondo, primo imperator de’ romani. Si legge questo fatto ne’ Commentari di Cesare, lib. 3 e 4, in Dione, lib. XLII, ed in Plutarco, ne La vita di Pompeo e di Cesare. Tutti questi autori certificano che Tolomeo, dopo essere stato vinto da Cesare, morisse nella battaglia, ma non è ben certo come; onde si è trovato sì necessario in questo dramma che Sesto Pompeo facesse la vendetta del padre, che si è fatto ch’egli abbia ucciso Tolomeo, non variandosi l’istoria che nelle circostanze dei fatti seguiti.

Atto primo
[Ouverture]

Scena prima
Campagna d’Egitto con antico ponte sopra un ramo del Nilo.
Cesare, Curio, Séguito.
(Cesare e Curio, che passano il ponte con il séguito)
[N. 1 – Coro]

CORO DI EGIZI
Viva, viva il nostro alcide!
Goda il Nilo in questo dì!
Ogni spiaggia per lui ride,
ogni affanno già sparì.
[N. 2 – Aria]

CESARE
Presti omai l’egizia terra
le sue palme al vincitor.

Recitativo

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
Per vedere il libretto completo diventa parte di "Opera Libretto Club".
È gratuito, basta che ti registri qui sotto (nel form dopo quello per gli utenti iscritti).
Se sei già iscritto, effettua il log in.

This content is restricted to site members. If you are an existing user, please log in. New users may register below.

Accesso per utenti iscritti
   
Registrazione nuovo utente
*Campo obbligatorio