I due Figaro

Melodramma.

Libretto di Felice Romani.
Musica di Michele Carafa de Colobrano.

Prima esecuzione: 6 giugno 1820, MilanoTeatro alla Scala.

Personaggi:

IL CONTE d’Almaviva tenore
LA CONTESSA soprano
INEZ sua figlia soprano
CHERUBINO sotto il nome di Figaro basso
FIGARO basso
SUSANNA contralto
Torribio sotto il nome di DON ALVARO tenore
PLAGIO giovane scrittore di commedie baritono
Un NOTARO basso

Cori e Comparse, Vassalli del Conte d’ambi i sessi, Servitori.

La scena è nel castello del conte d’Almaviva poche miglia distante da Siviglia.
[Introduzione]
Il soggetto di questo melodramma è tolto da una commedia del signor Martelly. Si è tentato di conservarne l’orditura e i caratteri, si sono soppresse molte superfluità, cambiate alcune situazioni che nell’originale per la forza del dialogo sembrano differenti, ma che in sostanza sono le stesse, e finalmente si è ordito il melodramma in tal modo che potesse riuscire e venir risguardato come una semplice commediola in versi. Se il poeta sia riuscito in questo tentativo ne porterà giudizio il cortese lettore.

Atto primo

Scena prima
Parco del castello del Conte d’Almaviva, il quale vedesi di prospetto: da un lato gran porta adorna dello stemma del Conte inghirlandata di fiori, dall’altro un grand’arco che mette ad un viale, e da cui pendono festoni e ghirlande.
Alcuni Paesani finiscono di adornare il luogo: intanto esce un coro di Vassalli del Conte accompagnato da un drappello di Villanelle tutti vestiti da festa, cantando e saltando.

CORO
Compagni, al suon dei pifferi,
battendo il tamburino,
cantiamo il bel mattino
di così lieto dì.
Ritorna alfin l’amabile
padrona con la figlia:
questa gentil famiglia
amor di nuovo unì.
Con ghirlande e con mazzetti
presentarsi a lor potremo,
qualche cosa buscheremo
ed allegri si starà.

Scena seconda
Don Alvaro, Plagio e detti.

DON ALVARO
(Ecco il giorno in cui di Figaro
s’ha da compiere l’intento…
sorte amica all’ardimento
la mia speme non tradir.)

PLAGIO
(Questo è il loco: è qui che Figaro
a me diede appuntamento:
del mio dramma l’argomento
meco ei deve stabilir.)

DON ALVARO
(S’ei riesce a farmi sposo,
se lo scaltro mi arricchisce…)

PLAGIO
(Se un intreccio grazioso
il grand’uom mi suggerisce…)
Insieme

DON ALVARO
(Di lasciargli io mi contento
della dote la metà.)

PLAGIO
(Le censure io non pavento
dell’altrui malignità.)

CORO, DON ALVARO E PLAGIO
Ma già s’aprono le porte
ecco Figaro che sorte.

CORO
Viva viva eternamente
del padrone il confidente.
L’uom più destro e più giocondo
che si trova in tutto il mondo,
quei che regola ogni cosa,
tutto vede e tutto sa.

Scena terza
Figaro esce dal castello. Tutti gli vanno incontro; egli osserva la disposizione del luogo, indi va dall’uno all’altro eccetera.

FIGARO
(ai paesani)
Bravi amici, va benone
del lavoro son contento.
(a Don Alvaro)
Tutto è fatto… ardir briccone.

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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