I Lombardi alla prima crociata

Dramma lirico in quattro atti

Musica di Giuseppe Verdi
Libretto di Temistocle Solera

Fonti letterarie: dal poema omonimo di Tommaso Grossi.
Prima rappresentazione: 11 febbraio 1843, Teatro alla Scala, Milano.

Personaggi

Arvino,                                                   Tenore
}figli di Folco, signore di Rò,
Pagano,                                                   Basso
Viclinda, moglie di Arvino, Soprano
Giselda, sua figlia, Soprano
Pirro, scudiero d’Arvino, Basso
Priore della città di Milano, Tenore
Acciano, tiranno d’Antiochia, Basso
Oronte, suo figlio, Tenore
Sofia, moglie del tiranno di Antiochia, fatta celatamente cristiana, Soprano
Un eremita
Claustrali, Priori, Sgherri, Armigeri nel palazzo di Rò, Ambasciatori Persi, Medi, Damasceni e
Caldei, Cavalieri e Guerrieri Crociati, Pellegrini, Donne Lombarde, Donne dell’Harem, Vergini.

La Scena: Atto I in Milano. Atto II in Antiochia e sue vie. Atto III e IV; presso Gerusalemme.

Libretto – I Lombardi alla prima crociata

ATTO PRIMO – La vendetta
SCENA I

La Piazza di Sant’Ambrogio.S’ode lieta musica nel tempio.

Coro di Cittadini.

I:
Oh nobile esempio!

II:
Vedeste? nel volto
A tutti brillava la gioia del core.

II:
Però di Pagano nell’occhio travolto
La traccia appariva del lungo terrore.

TUTTI:
Ancor nello sguardo terribile e cupo
La fiera tempesta dell’animo appar;
Sarà, ma ben raro le furie del lupo
Nei placidi sensi d’agnel si mutâr.

DONNE:
Nell’ora dei morti perché dal gran tempio
Diffondesi intorno festevole suono?
Oh dite!… che avvenne?

UOMINI:
Quest’oggi sull’empio
Dal cielo placato discende il perdono:
Qui deve prostrarsi Pagano il bandito,
Che torna alle gioie del suolo natal!

DONNE:
Narrate!… narrate! dal patrio suo lito
Qual mai lo cacciava destino fatal?

UOMINI:
Era Viclinda – gentil donzella,
Vaga e fragrante – d’aura amorosa;
La gioventude – più ricca e bella
Ambiva, ardea – nomarla sposa,
Ma di Viclinda – l’alma innocente
D’Arvin si piacque, – sposo il chiamò;
Pagan spregiato – nel sen furente
Vendetta orrenda – farne giurò.
Un dì (dei morti – l’ora gemea)
Ivano al tempio – gli avventurati:
Quando improvviso – quell’alma rea
Fere il fratello – da tutti i lati;
Quindi rammingo – solo, proscritto,
Ai luoghi santi – corse a pregar.
Già da molt’anni – piange il delitto,
Ora gli è dato – fra i suoi tornar.

I:
Or ecco!… son dessi!… vedete? sul volto
A tutti sfavilla la gioia del core.

Il:
Però di Pagano nell’occhio travolto
Appare la traccia del lungo terrore.

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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