Il barbiere di Siviglia
Dramma comico.

Libretto di Cesare Sterbini.
Musica di Gioachino Rossini.

Prima esecuzione: 20 febbraio 1816, RomaTeatro Argentina.

Attori
:

Il CONTE d’Almaviva, sotto il nome di Lindoro tenore
BARTOLO dottore in medicina, tutore di Rosina basso
ROSINA ricca pupilla in casa di Bartolo contralto
FIGARO barbiere baritono
BASILIO maestro di musica di Rosina, ipocrita basso
BERTA vecchia governante in casa di Bartolo soprano
FIORELLO servitore di Almaviva basso
AMBROGIO servitore di Bartolo basso

Un Uffiziale; un Alcalde, o Magistrato; un Notaro; Alguazils, o siano Agenti di polizia; Soldati; Suonatori di istromenti.

La scena si rappresenta in Siviglia.

Avvertimento al pubblico
La commedia del signor Beaumarchais intitolata Il barbiere di Siviglia, o sia L’inutile precauzione si presenta in Roma ridotta a dramma comico col titolo di Almaviva, o sia l’inutile precauzione all’oggetto di pienamente convincere il pubblico de’ sentimenti di rispetto e venerazione che animano l’autore della musica del presente dramma verso il tanto celebre Paisiello che ha già trattato questo soggetto sotto il primitivo suo titolo.
Chiamato ad assumere il medesimo difficile incarico il signor maestro Gioachino Rossini, onde non incorrere nella taccia d’una temeraria rivalità coll’immortale autore che lo ha preceduto, ha espressamente richiesto che Il barbiere di Siviglia fosse di nuovo interamente versificato, e che vi fossero aggiunte parecchie nuove situazioni di pezzi musicali, che eran d’altronde reclamate dal moderno gusto teatrale cotanto cangiato dall’epoca in cui scrisse la sua musica il rinomato Paisiello.
Qualche altra differenza fra la tessitura del presente dramma, e quella della commedia francese sopraccitata fu prodotta dalla necessità d’introdurre nel soggetto medesimo i cori, sì perché voluti dal moderno uso, sì perché indispensabili all’effetto musicale in un teatro di una ragguardevole ampiezza. Di ciò si fa inteso il cortese pubblico anche a discarico dell’autore del nuovo dramma, il quale senza il concorso di sì imponenti circostanze non avrebbe osato introdurre il più piccolo cangiamento nella produzione francese già consagrata dagli applausi teatrali di tutta l’Europa.

Atto primo

[Sinfonia]

Scena prima
Il momento dell’azione è sul terminar della notte. La scena rappresenta una piazza nella città di Siviglia. A sinistra è la casa di Bartolo con ringhiera praticabile circondata da gelosia che deve aprirsi, e chiudersi a suo tempo con chiave.

[Introduzione]
Fiorello con lanterna nelle mani introducendo nella scena vari Suonatori di strumenti. Indi il Conte avvolto in un mantello.
(avanzandosi con cautela)

FIORELLO
Piano pianissimo
senza parlar
tutti con me
venite qua.

CORO
Piano pianissimo
eccoci qua.

FIORELLO
Tutto è silenzio
nessun qui sta,
che i nostri canti
possa turbar.

CONTE
(sotto voce)
Fiorello… Olà…

FIORELLO
Signor, son qua.

CONTE
Ebben… gli amici?…

FIORELLO
Son pronti già.

CONTE
Bravi, bravissimi,
fate silenzio,
piano pianissimo
senza parlar.

CORO
Piano pianissimo
senza parlar.
(i suonatori accordano gl’istromenti, e il Conte canta accompagnato da essi)

[Cavatina]

CONTE
Ecco ridente in cielo
spunta la bella aurora,
e tu non sorgi ancora
e puoi dormir così?
Sorgi, mia bella speme,
vieni, bell’idol mio,
rendi men crudo, oh dio!
lo stral che mi ferì.
Oh sorte! già veggo
quel caro sembiante
quest’anima amante
ottenne pietà.
Oh istante d’amore!
Felice momento
oh dolce contento
che eguale non ha.
Ehi Fiorello?…

FIORELLO
Mio signore.

CONTE
Di’, la vedi?…

FIORELLO
Signor no.

CONTE
Ah ch’è vana ogni speranza!

FIORELLO
Signor Conte, il giorno avanza.

CONTE
Ah che penso, che farò?
Tutto è vano… Buona gente!

CORO
(sotto voce)
Mio signore.

CONTE
Avanti, avanti.
(dà la borsa a Fiorello, il quale distribuisce denari a tutti)
Più di suoni, più di canti
io bisogno ormai non ho.

FIORELLO
Buona notte a tutti quanti
più di voi che far non ho.
I Suonatori circondano il Conte ringraziandolo, e baciandogli la mano, e il vestito. Egli indispettito per lo strepito che fanno li va cacciando. Lo stesso fa anche Fiorello.

CORO
Mille grazie… mio signore…
del favore… dell’onore…
Ah di tanta cortesia
obbligati in verità.
(Oh che incontro fortunato!
È un signor di qualità.)

CONTE
Basta basta, non parlate…
ma non serve, non gridate…
maledetti, andate via…
ah canaglia, via di qua.
Tutto quanto il vicinato,
questo chiasso sveglierà.

FIORELLO
Zitti, zitti… che rumore!…
ma che onore? che favore!…
maledetti, andate via,
ah canaglia, via di qua.
Ve’ che chiasso indiavolato
ah che rabbia che mi fa.

Recitativo

CONTE
Gente indiscreta!… Ah quasi
con quel chiasso importuno
tutto quanto il quartier han risvegliato.
Alfin sono partiti!…
(guardando verso la ringhiera)
e non si vede!
È inutile sperar.
(passeggia riflettendo)
Eppur qui voglio
aspettar di vederla. Ogni mattina
ella su quel balcone
a prender fresco viene in sull’aurora.
Proviamo. Olà, tu ancora
ritirati, Fiorel.

FIORELLO
Vado. Là in fondo
attenderò suoi ordini.
(si ritira)

CONTE
Con lei
se parlar mi riesce
non voglio testimoni. Che a quest’ora
io tutti i giorni qui vengo per lei
deve essersi avveduta. Oh vedi, amore
a un uomo del mio rango
come l’ha fatta bella!… eppure!… eppure!…
Oh deve esser mia sposa!…
(si sente da lontano venire Figaro cantando)

CONTE
Chi è mai quest’importuno?…
lasciamolo passar; sotto quegli archi
non veduto vedrò quanto bisogna;
già l’alba è appena, e amor non si vergogna.
(si nasconde sotto il portico)

Scena seconda
Figaro con chitarra appesa al collo, e detto.

[Cavatina]

FIGARO

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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