Il convitato di pietra
Dramma tragicomico per musica.

Libretto di Nunziato Porta.
Musica di Vincenzo Righini.

Prima esecuzione: anno 1776, PragaTeatro Regio.

Personaggi:

DON GIOVANNI tenore
ELISA soprano
CORALLINA soprano
DON ALFONSO basso
OMBRINO baritono
TIBURZIO basso
ARLECHINO tenore
DONN’ANNA soprano
LISETTA mezzosoprano
DONN’ISABELLA mezzosoprano
Il COMMENDATORE tenore

Coro di Pescatori, Servitori, Furie.

La scena è in Castiglia.
Mutazioni di scene

ATTO PRIMO
– Spiaggia di mare deserta con alcune capanne pescarecce; due sassi avanti, un piccolo battello che si deve rompere, mare in burrasca.
– Appartamenti di Donn’Anna.
– Appartamenti di Don Alfonso.
– Cortile.
– Appartamenti di Donn’Anna.
– Magnifico giardino del commendatore con cancellate che servono di fortezza al palazzo, la porta del quale dovrà esser praticabile; avanti le dette cancellate seguita ancora lo stesso giardino con diversi sedili erbosi, e due urne, o siano vasi.

ATTO SECONDO
– Cortile.
– Appartamenti di Don Alfonso.
– Atrio magnifico eretto per collocarvi la statua equestre del commendatore, quale si vedrà a cavallo sovra un magnifico, e grande piedestallo nel mezzo del quale a caratteri trasparenti saranno incise le seguenti parole:
«Di colui che mi trasse a morte ria: dal ciel n’attendo la vendetta mia.»
– Camera di locanda.
– Appartamenti di Don Alfonso.
– Magnifica sala con mensa imbandita.

ATTO TERZO
– Atrio magnifico come nell’atto secondo, che a suo tempo si trasmuta nella stanza nera con due tavolini, con tappeto nero sovra uno de’ quali vi saranno due serpenti, ed altri mostri.
– Appartamenti di Don Alfonso.
– Infernale.

Atto primo

Scena prima
Spiaggia di mare deserta con alcune capanne pescarecce.
Molti Pescatori e Pescatrici intenti a pescare, e a tirare una grossa rete al lido.

CORO
Tira… tira… Ecco che viene,
sono già le reti piene.
Che fortuna se si piglia
un’ombrina, o qualche triglia,
regalarla vo’ al mio ben.
(nel tempo del suddetto coro il mare comincia a turbarsi ed il giorno si va oscurando)
Tira… tira… il mar vien grosso!
Vedi un lampo!
Senti un tuono!
Lasciam tutto in abbandono
e si fugga via di qua.
Nel tempo sopradetto il temporale si va avanzando in maniera tale che li detti Pescatori vengono costretti ad abbandonare la pesca e ritirarsi nelle loro capanne.
Indi si vedono sovra un piccolo battello Don Giovanni, e Arlechino, i quali vengono dall’onde spinti con forza ad uno scoglio poco lontano dal lido, per il quale urto resta fracassato il battello, e li suddetti rimangono quasi sommersi.
Elisa che tutto ha visto dalla finestra sorte dalla capanna frettolosamente per darle soccorso, indi Ombrino con Pescatori e Pescatrici.

ELISA
Pescatori dove siete
soccorriamo l’infelice,
che del mare fra gli orrori,
fra li vortici sonori
la sua vita perde già.

OMBRINO
Presto presto buona gente
una fune od un battello
ché si perde il meschinello
se di lui non s’ha pietà.

DON GIOVANNI
Soccorso… ohimè che moro!

Insieme

OMBRINO
Già l’impeto dell’onde
gli vieta a queste sponde
potersi approssimar.

ELISA
Già l’impeto dell’onde
gli vieta a queste sponde
potersi approssimar.

DON GIOVANNI
Già l’impeto dell’onde
mi vieta a queste sponde
potervi ora approdar.

ELISA
Cieli! chi mai sarà?… uom d’alto affare
mi rassembra all’aspetto.

OMBRINO
Facciamol riposar su questo sasso.

ELISA
Puote appena il meschin muovere il passo.

ARLECHINO
Aiuto!

OMBRINO
Un’altra voce
mi parve di sentire.

ELISA
Forse sarà qualch’altro sventurato,
dall’impeto dell’onde qui gettato.
(tirano fuori Arlechino involto in una rete)

OMBRINO
Ad aiutarlo andiamo.

ELISA
Coraggio galantuomo.

OMBRINO
Prendete un po’ di fiato.

ELISA
Lasciate di nuotare,
non v’è dubbio v’abbiate ad affogare.

OMBRINO
Riposate.

ELISA
Sedete.

OMBRINO
Diteci almen, chi siete?

ARLECHINO
Un cavaliere.

OMBRINO
In questi arnesi!

ARLECHINO
Veston tutti così ne’ miei paesi.

ELISA
Conoscerebbe forse quest’altro sventurato?

ARLECHINO
(Oh diavolo! Il padron!)

OMBRINO
Che cosa è stato?

ARLECHINO
Quest’è il nostro fratello mascolino.

ELISA
Fratello!

ARLECHINO
Sì signora fratello.

OMBRINO
Ma se voi siete brutto, e questo è bello?

ARLECHINO
Sono brunetto un poco
per una voglia ch’ebbe la mia madre
di ber la cioccolata.
E sul viso la macchia è a me restata.

DON GIOVANNI
Infelice ove son?

OMBRINO
I vostri casi
a noi già son palesi.

DON GIOVANNI
E chi v’ha mai informato?

ELISA
Il fratel vostro qui da noi salvato.

DON GIOVANNI
Arlechino?

ARLECHINO
Signor?

DON GIOVANNI
Quest’è il mio servo.

OMBRINO
Ma se costui ci disse
esser vostro germano!

DON GIOVANNI
Quest’è un buffone.

ARLECHINO
Ma come sior padrone?
Mi fate sputrefare
non vi volle nemen prendere il mare!

ELISA
Signore v’offerisco
tutto quello che posso.

DON GIOVANNI
Son grato al vostro amore.

ARLECHINO
Vi ringrazio ancor io di tutto core,
ma intanto si potrebbe riposare.

DON GIOVANNI
Precedimi.

ELISA
Conducilo tu Ombrino
entro la mia capanna.

ARLECHINO
Non sempre la fortuna fu tiranna.

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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