Il diavolo a quattro
Melodramma comico in tre atti

Libretto di Gaetano Rossi
Musica di Luigi Ricci

Prima rappresentazione: 15 maggio 1859, Teatro l’Armonia, Trieste.

Personaggi
Il Conte feudatario, tenore
Contessa, contralto
Zambumalec, mago, baritono
Aniello, mastro calzolaio, basso
Gilda, di lui moglie, soprano
Gianni, fattore del Conte, basso
Nerina, cameriera, soprano
Coro: Gentiluomini da Caccia e da Festa, Dame da Festa, Genii, Demoni in vari aspetti, Lavoranti, Villanelle e Cameriere.
Statisti: Guardacaccia, Cacciatori, Domestici, Paggi.
L’azione si svolge in Sicilia, nel Castello Feudale del Conte ed adiacenze. Epoca: XIII secolo.

Libretto – Il diavolo a quattro


ATTO PRIMO


SCENA 1
a
Esterno del Castello Feudale del Conte; a sinistra un ponte d’ingresso; più basso un padiglione di piacere ombreggiato, cinto da arbusti fioriti e da vasi d’aranci;a destra una specie di casale; l’osteria, spezieria, case, un Tempio più addentro; la casa e bottega da calzolaio d’Aniello con porta e finestre. Selva dal lato del Castello.

L’orologio della Torre del Castello scocca le sei ore di mattino. Garzoni ch’escono dalla bottega d’Aniello,altri che arrivano, alcuni che si chiamano dalle case.
I primi Garzoni esportano dalla bottega banchetti da lavoro, altri gli sgabelli, utensili da lavoro, scarpe, stivali cominciati.


Coro
Al lavoro garzoni, al lavoro,
Dalla torre scoccata è già l’ora;
Manco mal che il padron lunge ancora
(segnando l’osteria)
A far visita a Bacco restò.
Lesti all’opra.
Il signor Feudatario,
Il più buono fra gli alti signori,
Per la gala de’ suoi servitori
Gran lavori al padron ordinò.
(si siedono ai loro banchetti)
Lavoriamo e cantando passiamo
L’ore, allegri, quel più che si può.
Lella bella, cara Lella,
Tutto, al mondo sei per me
E non vedo chi più bella,
Cara Lella, sia di te.
Sei di giorno il mio pensiere,
Nella notte il mio sospir.
Quel pensiere è il mio piacere…
Quel sospiro è d’un desir…
Quando alfine, o cara Lella,
Quando avrai pietà di me?
Che bell’ora sarà quella!
Paradiso in braccio a te!

SCENA 2
a
Aniello dall’osteria, con una bottiglia alla bocca, l’assapora con compiacenza, avanzando.

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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