Il Piccolo Marat

 

Dramma Lirico in tre atti

 

Musica di Pietro Mascagni
Libretto di Giovacchino Forzano

Prima rappresentazione, 2 maggio 1921, Teatro Costanzi, Roma

 

Personaggi

Personaggi Voce
Mariella soprano
La principessa di Fleury mezzosoprano
Il piccolo Marat tenore
Il soldato baritono
Il carpentiere baritono
L’orco basso
Il capitano
La spia
Il portatore
Il ladro
La tigre
Una voce

 

L’azione si svolge a Parigi durante la rivoluzione.

 

ATTO PRIMO

(La scena raffigura una piazzetta; a
sinistra la facciata di un palazzo; un
ballatolo fiancheggialo da due branche
di scale la cui ringhiera di ferro non
ha interruzione, sta davanti alla porta
d’ingresso. Sotto il ballatoio una porta.
Quindi una strada che entra in quinta a
sinistra. Quindi, nel mezzo della scena,
un ponte che cavalca un fiume. A destra,
in primo piano, la parte posteriore di
un convento adibito ad uso di prigione.
Le finestre sono state murate e ad un
finestrone rettangolare, alto un metro
e mezzo circa da terra, sono state
applicate dello barre di ferro e ancora
esternamente delle imposte di legno
che si aprono a libro. Oltre questo
fabbricato, la strada che entra in quinta
a destra è fiancheggiata, come quella di
sinistra, da un muricciolo che si perde
in quinta. Oltre il ponte che sarà
praticabile, a destra, il cupo fabbricato
di una prigione, a sinistra un quartiere
della città. Una sera d’autunno. Deserti
la piazza, il ponte e le vie. La solitudine
di una città desolata ed atterrita. Sul
davanti a destra c’è un moro, un »ussaro
americano » che monta la guardia alla
grata, le cui imposte sono chiuse. Passa
nell’aria, con la brezza della sera, un
malinconico canto che sembra si levi da
tutte le prigioni della città: debole, vago,
lontano, misterioso, doloroso. E’ la
cantica di P. De Winton)

IL CANTO DEI PRIGIONERI
Vergine, confido nel tuo
soccorso, in te; i giorni miei
ti affido pietà, pietà di me.
E quando l’ ultim’ ora verrà della
mia sorte, ch’ io morir possa,
implora, della più santa morte.
della più santa morte.

(Si odono battere dei colpi discreti
contro le imposte di legno della grata.
Il negro si guarda intorno sospettoso,
quindi schiude una imposta; sporgono
delle mani che convulsamente offrono
monete e pezzetti di giojelli rotti. Il
negro acciuffa quanto gli viene offerto,
rapidamente appanna, lustra, in tasca.
Dà in cambio tozzi di pane e frutta
che toglie dal sacchetto a tracolla.
Da lontano, dal fondo a sinistra, arriva
e si avvicina un vociare indistinto. Il
negro richiude le imposte e si volge
per vedere che cosa accade)

LE VOCI DELLA FOLLA
Ah! Ferma! Ferma!
Agguantagli il paniere!
Il paniere! — Il paniere!
Acciuffa il contrabbando!
Affamatori! — Affamatori!
Ladri!
Ferma gl’ incettatori
Ferma!

(Dal fondo a sinistra vengono correndo
sul ponte un giovane di circa 17 anni e
una ragazzina della stessa età: Mariella.
Il giovane, che veste da San-culotto,
sospinge Mariella circondandole la vita
col braccio destro, e con la mano sinistra
tiene assicurato sulla testa un grosso
paniere coperto da un tovagliolo.
Rapidamente il giovane, soffermandosi
un istante, getta nel fiume alcuni involti
che leva dal paniere.Quindi ambedue
proseguono la corsa. Appare la folla che
li insegue urlando. Uno della folla porta
il tavolino per l’oratore. I due giovani
sono arrivati sul davanti della piazzetta,
la folla è a metà del ponte, quando dal
palazzo a sinistra e dalla porta sotto il
ballatolo, si slanciano fuori i « Marats »
e impediscono alla folla di avvicinarsi al
palazzetto del Comitato)

I « MARATS »
Alto là! Non si passa!
Non si passa!

LA FOLLA
Vogliamo far giustizia.

I « MARATS»
Di chi?

LA FOLLA
Di chi rivende in contrabbando!
Noi facciamo la coda giorni interi!
Le nostre donne passano le notti
davanti alle botteghe!
Noi soffriamo tormenti disumani!

I « MARATS »
Tutti soffriamo! Tutti!

LA FOLLA
Non è vero!
C’è chi porta provviste a domicilio
a chi paga a «Luigi raccorciati! ».

I « MARATS »
Saranno giudicati! e condannati!

LA FOLLA
No! Un esempio! Un esempio!
Su, su, alla lanterna i vili ghiottoni
che pagano in oro e aspettano
a casa i ricchi bocconi!
Su, su! alla lanterna!

I « MARATS »
Sarà fatta giustizia! indietro! indietro!!

LA FOLLA
E chi nasconde il grano, chi fa la carestia,
chi accresce la moria
alla lanterna!
Alla lanterna!

I « MARATS »
Abbiate fede nella legge! Indietro!

IL CAPITANO
(gridando enfatico)
Cittadini, scioglietevi
in nome della Patria!

(un urlo gli risponde)

LA FOLLA
Basta con le parole! Abbiamo fame!

I «MARATS »
In nome della Patria!

LA FOLLA
Voi gridate così perchè siete satolli!

I « MARATS »
Noi satolli? Canaglie!
Canaglie scellerate!

LA FOLLA
Per voi, pei vostri capi
pane fresco e bottiglie!
Invocate la Patria a pancia piena!
Difensori dei ladri contro il popolo!

I « MARATS »
Per spazzar la città dalla canaglia,
picche e mitraglia!
Picche e mitraglia!

IL CAPITANO
Forza al decreto!

I « MARATS »
Chi fa tumulto
per domandare i viveri è punito di morte!

LA FOLLA
Difensori dei ladri!

(a canzone)

Gli incettatori
sono difesi,
ben Io si sa,
dai Marats!
dai Marats!

IL CAPITANO
Arrestate chi canta la canzone!

LA FOLLA
Gli intrepidi soldati si sono
accaparrati dei ranci prelibati!
Gli incettatori
mino difesi,
ben lo si sa,
dai Marats,
dai Marats!

I MARATS
Addosso alla canaglia!
Addosso alla canaglia!

LA FOLLA
Voi ci sfamate a sciabolate!
Ma noi farem giustizia!
Morte a tutti i tiranni!
Abbiamo fame!
Vogliamo il pane!

I « MARATS »
Addosso alla canaglia!

LA FOLLA
Morte ai Marats!

(tumulto al colmo. Colluttazione.
Feriti Il grido della folla: Morte
ai Marats)

L’ORCO
(accorre sul ballatoio del palazzo
dietro di lui la Spia e il Ladro.
Tonante sul clamore)

Morte ai briganti!
Tutti pagati dal Governo inglese!
Oro inglese! briganti stipendiati
contro la libertà!
Ed io vi scorcio tutti qui di mia mano,
senza bisogno di Sénéchal!…

(sguaina ed agita a mulinello lo
sciabolone, grottescamente. La folla tace)

QUALCHE VOCE DEL POPOLO
Noi non siamo briganti!
Siam quelli che viviamo con quattr’once
di pan secco ammuffito!
Mentre gli incettatori
girano la città!…

L’ORCO
Denunziateli.

LA FOLLA
Guarda! Eccone due! Son là!

L’ORCO
(ora soltanto, volgendosi ai cenni della
folla, vede Mariella e il giovane. Scende
rapidamente la scala e andando verso
la ragazzina, con mal garbo, sorpreso)

Eh!? Tu? che cosa hai fatto?
che cosa hai fatto nascere?
Brutta scimmia, rispondi!

MORMORIO DELLA FOLLA
Interroga i colpevoli!
Interroga i colpevoli!…
Silenzio!

MARIELLA
(timida e spaurita)
lo non ho fatto nulla,
nulla di male, zio… non mi picchiare!
Ti portavo la cena come tutte le sere
e traversavo il corso.
Ad un tratto tanta gente che batteva
contro l’uscio d’un fornaio,
m’ha gridato: Cosa porti nel paniere?
Fai vedere! Fai vedere! »
Spaventata, scappo! scappo!
Tutti dietro ad inseguirmi, a gridarmi:
Ferma! dagli!
Ah che corsa disperata!
mi scoppiava quasi il cuore!
non potevo regger più,…
e sarei cascata affranta…
se lui… questo ragazzo sconosciuto,
non si fosse slanciato in mio soccorso!
m’ha strappato il paniere,
m’ha sollevato quasi sulle braccia!
e corri e corri,
pareva avesse è stato come un volo…
è stato come un volo… e m’ha salvata!

L’ORCO
(con ira male repressa)
T’ho sempre dello di passar
dai vicoli e non dal corso!
Vuoi far la bella! Scimmia!

(minaccioso)

Quando saremo a casa stasera,
sentirai!…

(volgendosi alla folla,
con ironica cortesia)

L’affamatrice, la brigantella
è la mia nipotina Mariella
che porta la mia scarsa e magra cena.
Son contenti i tumultuanti?

UNA VOCE
Dimmi, dentro il paniere c’è pane
d’uguaglianza o da rappresentanti?

L’ORCO
Arrestate quell’uomo!

LA SPIA
Quello è un agente scellerato!

LA FOLLA
No!
Uguaglianza!
Uguaglianza!
Mostra il paniere!
Dobbiamo viver tatti a un pane
e ad una pentola!
Morte ai Marats!
Morte ai Marats!
Il paniere! Il paniere!…

IL GIOVANE
(strappa il paniere di mano all’Orco,
dicendogli frettolosamente)

Lascia fare. Ti salvo!

(sale d’un balzo sul tavolo che
i Marats hanno tolto alla folla)

A voi Eccolo qua!

(la folla si calma)

Guarda la plebe!
Strepita Impazza! Ammazza!
Diventa più feroce delle fiere…
per un paniere!
E forse quel paniere
dove ogni giorno ruzzolano
tante teste mozzate?
Noi Attorno a quel paniere a piè del palco
il popolo s’accalca
e s’agita! e gesticola!
e grida come un falco!
ride! sghignazza! applaude!
e canta! e balla!
Ma questo è un altro affare!
Si tratta di un paniere
di roba da mangiare!
Mettendo tutti e due sulla bilancia,
evviva chi ci porta via la testa,
abbasso chi ci fa scemar la pancia!
E l’ ingordo furfante sei, tu,
rappresentante!
Negare non ti giova!
Qui c’ è la provai
Ecco la lauta cena!
Ah! finalmente! sfàmati,
popolo! ingrassa!
Dobbiamo viver tutti
a un pane e ad una pentola!
Apro la pentola del Presidente!

(prende dal paniere e
getta in mezzo alla folla)

Una pernice!

(getta una cipolla)

gamberi fritti!

(getta dei fagiuoli)

pane di grano!

(getta un tozzo di pane nero)

oca ripiena!

(getta un’aringa)

che bel fagiano!

(un cavolo nero, cotto)

Bordeaux vecchissimo!

(battezza i vicini con l’acqua)

e infine, o gente,
non c’ è più niente!

UNA VOCE
Non hai finito! buttami il resto!

IL GIOVANE
(getta il cesto vuoto)
Buon appetito!

LA FOLLA
E vuoto! E vuoto!

IL GIOVANE
Popolo stolto!
E per questo tu avresti trucidato
una povera bimba!
Per questo tu volevi ribellarti,
saccheggiare il palazzo,
fare stragi! Per questo
hai coperto di sangue e di percosse
ali intrepidi soldati di Marat!
Hai offeso Marat che col suo sangue
battezzava la nostra libertà!
lo solo! lo solo!
riscatterò l’offesa scellerata!
A me una sciabola!
A me una picca!
La benda! La coccarda tricolore!
Sono pronto a giurarti fedeltà,
ad esser tuo soldato, o gran Marat!

L’ORCO
(al Capitano)
Arruolatelo.

LA FOLLA
Sì! Viva i Marats!

I «MARATS »
Viva il popolo!
Viva! Viva la libertà!

LA FOLLA
Viva i Marats!
Viva i Marats!

I « MARATS »
Il giuramento!

LA FOLLA
Il giuramento!

(La folla si dispone ad assistere alla
cerimonia. Sale sopra la scala del
palazzo, alcuni ragazzi sulle spallette
del ponte. I «Marats», nel mezzo
della scena attorniano a semicerchio
il giovane. Ad un cenno del capitano,
erompono)

I «MARATS »
lo giuro che Marat fu dispregiato invano
dai turpi rospi immondi gracchianti
nel pantano!
Amico fu del popolo, pel popolo morì!

IL. GIOVANE
Giuro!

I « MARATS »
Giuro di denunziare vili e i traditori,
fossero pur miei figli, fossero i genitori!
e di condurli impavido
al bacio di Louison!

IL GIOVANE
Giuro!

I « MARATS »
(sguainando gli sciaboloni)
Morte a’ realisti, ai moderati,
ai moscardini, ai rinnegati!
Morte al foglianti,
morte ai briganti,
morte al nemici della libertà!

IL GIOVANE
Morte! Morte!

TUTTI
Morte!

IL CAPITANO DEI « MARATS »
(cingendogli la testa con la pezzuola
e dandogli la picea)

Salute e fratellanza, o piccolo Marat!

TUTTI
Salute e fratellanza, o piccolo Marat!

(I « Marats innalzano il ragazzo
agitando le picche e salutandolo coi
berrefti frigi. Tulla la scena sara uno
sventolio di berretti frigi)

IL CAPITANO DEI « MARATS«
Prendi servizio!
Via di fazione alla prigione!

(il giovano balza a terra e con la picca
in spalla comincia a montare la guardia
fra l’ammirazione della folla)

L’ORCO
E adesso ritornate
calmi e tranquilli nelle vostre case!
Ad ogni sofferenza
di conforto vi sia la libertà,
la santa libertà che si respira!

(II carrilon di un campanile sconta
il non essere stato soppresso
suonando, al calar della sera,
una canzoncina giacobina)

Udite! Le campane,
non più strumento di superstizione,
suonan canzoni di rivoluzione!
Tutto qui grida e canta libertà!
Tutto vi dice che la mente e il cuore
abbiamo consacrato al vostro amore!

(alla spia)

Tu segna i caporioni…
stanotte arresta…
e domani la testa!

(La folla disperdendosi lentamente
oltre il ponte e le vie adiacenti)

UNA VOCE
Manca il pane primidì,
manca duodì,
arriverà tridì?..

TUTTI IN CORO
Quartidi, quintidi, sextidi passa,
septidi passa,
fame octidi e nonidi
ed ogni decade sempre così!…

(La piazzetta si sgombra.
Marats ne guardan gli sbocchi)

MARIELLA
(si è avvicinata al Piccolo Moral
e gli parla con voce commossa)

Io non so chi tu sia,
ma so che m’hai difeso:
hai difeso una bimba sola al mondo,
senza babbo né mamma!
E questa tua bontà
m’ha fatto tanto bene qui nel cuore,
che, vedi, vorrei dirti tante cose…
ma non posso… e non so che dirti…
Grazie!

(L’Orco, che con i compagni aveva
seguito la folla fino al ponte, torna
indietro. Mariella fugge)

L’ORCO
(al Piccolo Marat)
Bravo ragazzo!

IL PICCOLO MARAT
Un po’ di furberial
Tutta la roba buona
io l’avevo di già buttata via!

L’ORCO
Oh! ti terrò di conto!

(il giovine s’inchina)

Non son tranquillo! No!…

(alla Spia e al Ladro)

Un bel giorno gli affamati, disperati,
ci assassinano!
Troppe bocche e poco, pane!

(Dalla strada di destra entra in scena
la Tigre, se. guita da un ometto grasso,
paffuto, che porta un involto sotto il
braccio e che cammina tremante e
pauroso. L’Orco che fa gruppo a
sinistra con la Spia, il Ladro e il
Piccolo Marat, non li scorge. La Tigre
si avanza e ascolta le seguenti parola)

Bisogna sbarazzare le prigioni
e riempirle e rivuotarle subito!
Ma quel sistema rapido
per quando è all’ordine?

LA TIGRE
(cavernoso)
Per questa sera!

(Tullo il gruppo si volge)

L’ORCO
Stasera? Finalmente!
Aspetta!… Capitano!
Fino ella mezzanotte
sien deserte le strade lungo il fiume,
deserti i ponti,
chiuse le finestre,
spento ogni lume!

IL CAPITANO DEI « MARATS »
(a due « Marats »)
A quello sbocco voi!

(due «Marets» entrano
in quinta a destra)

Voi quattro là!

(i quattro entrano in quinta a sinistra)

Pronti! Armi in spalla!
A me! «Marats!».

(Escono tutti dietro al Capo, tranne il
Piccolo Metal di fazione al carcere.
L’ometto rubicondo avrà seguito
tutta questa scene, immobile e mune
trasognato)

L’ORCO
(tornando alla Tigre)
Sono con te!

LA TIGRE
(al Carpentiere che si scuote)
Mostra il modello del tuo battello.

(il Carpentiere tremante si avanza
cercando di farsi forza, deferente,
untuoso per il terrore che lo invade
alla vicinanza di quegli uomini.
Svolge il fagotto e mostra una
barchettina di legno che tiene
sollevata. Tutti lo attorniano)

IL CARPENTIERE
Senza vele…
senza remi…
tutto stiva…
lentamente…
la corrente…
lo allontana dalla riva!…

(l’ emozione lo interrumpe)

L’ORCO
Ma perché tremi?

LA TIGRE
Prosegui ii tuo viaggio!

IL CARPENTIERE
O santa liberté, dammi coraggio!

TUTTI
Avanti! Avanti!

II. CARPENTIERE
(quasi balbetiando)
Quando è giunto giù alla fose…
dove l’acqua più è profonda…
una scatola di polvere
scoppia!…s’aprono le valvole…

(eseguisce tirando dei fili)

e fi battello affonda… affon…da!

(sfinito, guardando fisso avanti a
sé, lascia cadere le braccia e tiene
la barca colla destra. Lieve pausa
tragica. Come un attimo di esitazione
rotta dalla voce dell’Orco)

L’ORCO
(alla Tigre)
Quando tu imbarchi?

LA TIGRE
Quando è piel scuro…
Sara il segnale un rullo di tamburo.

IL CARPENTIERE
(erompendo senza riguardi)
No! Di che cosa è carico
il battello non lo voglio sapere!
Io faccio il carpentierel
lo faccio il carpentiere e non il boia!

TUTTI
Che cosa dici ?

IL PICCOLO MARAT
(minacciandolo con la picca)
Vuoi tirar le cuoia?

IL CARPENTIERE
Perdono, cittadini!…
Evviva la Repubblica…
I settembrizzatori,
evviva tutti! Sì!..
Ma è la paura!
Da quando ho incominciato
i lavori di questa sepoltura,
la notte non mi sogno che affogati!

L’ORCO
Carpentiere, sei debole!
Io ti fornisco gratisuna cura ideale
per rinforzarti!
E ti condanno…

IL CARPENTIERE
Aiuto!

L’ORCO
ad assistere ad ogni esecuzione capitate!

IL CARPENTIERE
No! No! Pietà! Pietà!
Pietà! Pietà!

LA TIGRE, LA SPIA, IL LADRO
Bellissima condanna!
Coraggio, carpentiere!
Farai dei sogni allegri!

(rildono)

Ah! ah! ah!

(mentre sghignazzano intorno
al carpentiere atterrito, da sinistra
si ode:)

LA VOCE DEL SOLDATO
Lascia il passo, imbecille!
Lascia il passo…

(tutti si volgono)

L ‘ORCO
E chi è?…

(Entra un ufficiale di Kleber Il
Soldato seguito dall’ordinanza.
Un Marat  ha afferrato il cavallo por
le briglie quasi per impedire di
proseguire)

IL UFFICIALE
(curvandosi afferra il Marat per un
braccio e lo butta in quinta)

Ubriaconi armati,
imparate a conoscere i soldati!

(al gruppo)

Quello h fi palazzo
del Comitato?

LA SPIA
Quello! Che cerchi?

IL UFFICIALE
II Presidente!

L’ORCO
Ecco!
Son io!

IL UFFICIALE
(scende, butta le briglie all’ordinanza)
Alla caserma!

(l’ordinanza porta via i cavalli)

L’ORCO
(al soldato che avanza verso di lui)
E tu chi sei?

IL UFFICIALE
Vengo dal campo!
Una missione d’alta importanza.

L’ORCO
(accennandogli di passare nel palazzo)
Vieni! Ti ascolto!

(gli porge la mano)

Salute e fratellanza!

(Il soldato ritrae con
intenzione la sua mano)

L’ORCO
Non mi stringi la mano?

IL UFFICIALE
La mia mano è quella d’un soldato!
Per le vittorie della libertà
Gloriose! Pure!
La mia stringe la spada!

L’ORCO
La mia la scure!

IL UFFICIALE
Del giustiziere, oppur dell’assassino?

L’ORCO
Cittadino! Dimentichi a chi parli?

IL UFFICIALE
(gli porge una carta che
I’Orco si incite a leggere)

No! Son mandato a chiederti ragione
sul come tu amministri la giustizia.

L’ORCO
(restituendogli ii foglio, freddamente)
Nessuno sopra a me
tranne la Convenzione!
Rendila al generale!
Io rifiuto qualunque spiegazione!
Con qual dritto la chiedi?…

IL UFFICIALE
In nome dell’onore
e del dritto di chi combatte e muorel
I ribelli vi accusano
d’ogni più orrendo eccesso:
dicon che massacrate i prigionieri
senza processo,fuor d’ogni legge,
senza pietà!
E a ferocia rispondon con ferocia.
Ed i nostri soldati, che son presi
feriti sopra il campo di battaglia,
vengon straziati, vengon torturati
per rappresaglial…
In nome di costoro
tu dammi spiegazione,
o proseguo il viaggio
e vo’ ella Convenzione!

L’ORCO
(a questa minaccia, fremendo,
diviene più cortese con ironia:)

Entra… interroga e tutto sarà giustificato!

LA TIGRE
(mormora all’Orco che
s’avvia verso II palazzo)

Allor… debbo sospendere?…

L’ORCO
(volgendosi, semplicemente)
No, no, com’é il fissato;
quando sarà più scuro,
al rulo del tamburo.

(La Tigre si allontana col Carpentiere
a destra; l’Orco, il Soldato, il Ladro,
la Spia, entrano nel palazzo salendo
le scale. II piccolo Marat è di guardia
al carcere. La sera è calata)

IL PICCOLO MARAT
(apre le imposte di legno della grata
appare un cortile aperto gruppi
di gente lacera e pallida la grata sì
affolla)

Dentro! Dentro che è tardi!
Che fanno i carcerieri?
Dentro! o vi mando i diavoli neri!…

(Tutti, a sentir nominare gli ussari
americani, si allontanano impauriti;
II cortile apparirà deserto, como
se i prigionieri fossero entrati a
destra)

Ehi! Tu! Aristocratico! Vien qua!
Manda alla grata…

(legge un foglio che prende di tasca)

Aspetta, com’é scritto…
La prima d’ora principessa di

IL PRIGIONIERO
La principessa di Fleury!

IL PICCOLO MARAT
É in questa gabbia?

IL PRIGIONIERO
Si!

IL PICCOLO MARAT
Dille che c’I un « Marat… «
lo manda il comitato
con delle novitàallegre!…
molto allegre!.. Lesto!l Presto.

(Un silenzio. Il giovane è appoggiato
con le spalle al muro dell’angolo del
caseggiato. Guarda verso il ponte,
guarda per la piazza. Una figura
di donna appare al di là della grata.
II giovane, strisciando al muro
sensa farsi vedare dalla prigioniera,
sommessamente, con voce tremante di
commozione:)

IL PRINCIPINO
Mamma!

LA PRINCIPESSA
Chi è? Ah!

IL PRINCIPINO
Taci!

LA PRINCIPESSA
Figlio mio!

IL PRINCIPINO
Taci. son io!
Son qui con te!
Mamma sono con te! o mamma
o mamma.. Son venuto a salvarti!

LA PRINCIPESSA
Creatura!…
Anima mia! Fanciullo!…
Sei venuto a morire!…

IL PRINCIPINO
Guardami, mamma!
Vedi che cosa ho fatto?…
Mì credono dei loro! Ah! Ah! Ah!
Son diventato ii piccolo Marat!!

LA PRINCIPESSA
Ti scopriranno!
T’uccideranno
Sàlvati!l Fuggi!

IL PRINCIPINO
Con te, mamma, con te!
lo son qui per strapparti
da questo orrendo inferno.
Ah! Tu sapessi!
Quando ritornai quella sera al castello,
appena vidi la porta atterrata,
hanno arrestato la mamma, gridai!
l’hanno arrestata!
E corsi da per tutto! E in ogni stanza
io ti vedevo… io ti sentivo, si…
Ma tu non c’eri…
Non c’eri… e mi gettai sul tuo guanciale
che soffoccò i miel gridi di dolore!

LA PRINCIPESSA
Figlio adorato!

IL PRINCIPINO
Quanto t’ho chiamata
e sempre qui un pensiero:
salvarti! Come? Come?
Da un tuo ricordo tanto soave
fiorì l’idea…
Senti: una sera mi trovai nel parco,
là, vicino al cespuglio di mortelle,
sopra il sedile dove da piccino
mi raccontavi sempre le novelle.
Socchiusi gli occhi…
e ascolta, ascolta…
ecco la voce tua : c’era una volta
la mamma prigioniera
dell’orco senza cuore;
il figlio principino moriva di dolore!
Per esserle vicino
un rischio tentarà…
andar per servitore dell’orco!
Chi lo sa?..
L’accoglierà?
Lo mangerà?
Chi sa? Chi sa?…
La mamma è là…
Il poverino
si travestì…
il segno della croce… e poi parti!
Le novelle son vere,
su! in viaggio!
Guarda!
E arrivato Cappuccetto rosso!
E lui ti salvarà!
Mamma, coraggio!

(si odono le voci dell’Orco e del
Soldato. I due, insieme alla Spia ed
al Ladro escono del palazzo)

Aspetta I aspetta! Non ti allontanare!

(canterella, passeggiando
come di fazione)

IL PICCOLO MARAT
Io giuro che Marat…

L’ORCO
(al soldato)
Riparti soddisfatto?

L’UFFICIALE
Addio!

L’ORCO
Addio!

(il Soldato attraversa la scena ed
esce. II gruppo resta sul ballatoio)

LA SPIA
Quello non parte! Bada!
Resta a spiarci!

L’ORCO
Peggio per lui!

(grida dietro al soldato)

Giudizio, moscardino, o c’é la gora!

(si ode un rullar di tamburi lontano)

LA SPIA
Partono!

IL LADRO
È l’oral È l’oral

(la Spia ha chiuso la porta del
Comitato e i tre ammantellati di nero
scendono dalla branca di scale
opposta a quella che guarda verso il
pubblico e vanno sul ponte)

UNA VOCE LONTANA
Sien deserte le strade lungo il fiume!
Deserti i ponti!
Chiuse le finestre!
Spento ogni lume!

(una voce più lontana ripete il bando.
Da destra arriva, pasea e lentamente
si perde Iontano il canto dei prigionieri
che sono sulla barca porlata dalla torrente…
II piccolo Marat, tremante di
commozione, si avvicina alta grata e
afferra con la sua sinistra la mano
della mamma. Fa ceno di non parlare)

IL CANTO DEI PRIGIONIERI
O Vergine confido
nel tuo soccorso, in te,
i giorni miei ti affido,
pietà, pietà di me!

LA PRINCIPESSA
(con voce soffocata)
Perché tremi cosi?

IL PRINCIPINO
(sforzandosi per celare la s’a
emozione, a voce bassissima)

Mamma, non tremo!…

LA PRINCIPESSA
(assalita da un dubbio)
Si…
Questi prigionieri che cantano ove sono?

IL PRINCIPINO
In una barca… passano sul fiume…

(II canto si allontana. Quelli sul ponte
lo seguono scomparendo a sinistra)

LA PRINCIPESSA
Dove vanno?

IL PRINCIPINO
Non so… lo non lo so…

(il giovane, in preda a grandeemozione
si affaccia all’angolo del muro. Vede la
piazzetta vuota. II canto non si ode più)

LA PRINCIPESSA
No, tu m’inganni!
Dimmi, dimmi la verità!

IL PRINCIPINO
(erompendo)
Mamma!l Ti salvarlo! Ti salvarlo!

(singhiozzando abbraccia la
mamma attraverso l’inferriata)

ATTO  SECONDO

 
(In casa dell’Orco. Una stanza cupe.
A sinistra la stanza, più profonda ma
più bassa, diviene quasi un androne
che ha nel fondo un portone nel quale
è praticata una porticina che dà sul
flume. A sinistra, sul davanti, una scala
di legno che conduce a un pianerottolo
pure di legno, all’allezza dell’arco
dell’androne, su cui è la porta della
camera da letto dell’Orco. Nella parete
di fondo, a destra, un ritratto di Marat.
Nella parete di sinistra una porticina. In
primo piano a destra la porta d’ingresso.
Nel mezzo della scena una tavola
rettangolare. Un camino nella parete di
destra)

MARIELLA
(mentre accende il fuoco)
La mamma ritrovò
la bimba abbandonata,
la vide addormentata
e in cielo la portò!
O mamma, o mia mammina,
dimmi perché, perché
non mi prendi con te?
non mi prendi con te? .

La bimba è la, fra gli angeli dorati,
con tanti bimbi sempre accarezzati,
che cantano raggianti di sorriso,
felici d’esser morti
per stare con la mamma in paradiso.
O mamma, o mia mammina… ecc.

IL CARPENTIERE
(di dentro)
Mariella!

MARIELLA
Chi è ?

IL CARPENTIERE
(fa capolino)
Son io, Mariella, son io.

(Entra. E’ tragicamente cambiato da
quello che era al I atto. E’ emaciato,
terreo, disfatto)

Non mi conosci?… Eh! son mutato!…
Il Carpentiere!… Non te ne ricordi
del Carpentiere?

MARIELLA
Tul cosi pallido I…
Cosi smagrato?…

IL CARPENTIERE
Eh! La condanna di tuo zio! Lo sai?…
E una condanna orribile!

(supplichevole)

Sono venuto per raccomandarmi a te!
Fammi ottenare la grazia dallo ziol

(implorando tremante)

Mariellal… La grazia!

MARIELLA
Povero Carpentiere! Se potessi!
Ma chi sono per lui
se non l’umile serva?
Domandargli una grazia?
Avrei paura! Mi picchierebbe!
Mi picchia sempre, guarda :
sono plena di lividi!…
A momenti verra
il suo cane fedele…

IL CARPENTIERE
(con spavento)
Il Piccolo Marat?

MARIELLA
(con accento di grande dolore)
È feroce, lo so! Tanto crudele!
Ma proveremo a scongiurarlo insieme…
Non posso far che questo e lo farò!

IL CARPENTIERE
¡O Mariella, aiutami!
¡T’ho veduta piccina!
T’ho presa in collo tante volte,
guando passavì con la mamma
davanti al mio cantiere!
Ti facevo le smorfie e tu ridevi…
te ne ricordi?
Tù ridevi.. Si,
perchè a quei tempi si rideva ancora!

(una pausa)

MARIELLA
Come era bello allora!

IL CARPENTIERE
Come era bella la nostra cita!
Sul mio bel fiume placido passavano
tutti i barconi carichi di grano!

MARIELLA
Le Festé di Natale!

IL CARPENTIERE
Canti di marinai!

MARIELLA
Canzoni di bambini nei giardini!

IL CARPENTIERE
Navi che andavano
e venivano d’oltre l’oceano!

MARIELLA
La piazza del mercato tutta fiori!

IL CARPENTIERE
Era un bosco di vele!

MARIELLA
Come era bello!

IL CARPENTIERE
Era una gioia!

MARIELLA
Corn’era bella la nostra città!

IL CARPENTIERE
Ora del mio bel fiume,
anche di quello, ne hanno falto un boia!
Come di me,come di tutti!…
Per la paura!

MARIELLA
Per la paura!

IL CARPENTIERE
E noi meschini ci dobbiam dannare,
perche non c’è piùchiese —.

MARIELLA
Non si può più pregare…

IL CARPENTIERE
A chi prega, la morte!
Per una sacra immagine, la morte
e per tutto, la morte! Morte!
Sempre questa morte davanti!
Ebbene sial…

(come pazzo di paura e di disperazione)

Io son pronto, mi sono riscattato;
ed ho falto la spia al soldato! Io!
E sa tutto, gli annegamenti, i furti
e verrà oggi e parlera alla folla…
e se riesce… Oh! Dio!
tienne di conto, sono stato io!
Il Carpentiere! Io! Io!

MARIELLA
(quasi chiudendogli la bocca)
Taci! Taci!

IL CARPENTIERE
(come, tornando in sé, si accorga ed
abbia la coscienza di quel che ha detto)

Ah! ah! Sono perduto! Sono perduto!

MARIELLA
Zitto! Non temere!

IL CARPENTIERE
Mi tradiral?

MARIELLA
No. No.

IL CARPENTIERE
Te ne scongiuro…
Giura di non tradirmi
Giura di non tradirmi

(Mariella in fretta chiude la porta.
Quindi stacca dalla parete il quadro
di Marat: appare una nicchia con una
Madonna inflorata e un lumino a olio
acceso)

MARIELLA
(protende la mano verso la Madonna)
Te lo giuro!

(Il Carpentiere, quasi non credendo
al propri occhi, senze poter parlare
dalla sorpresa e dalla consolazione,
allarga le braccia e cade in ginocchio
davanti al quadro. Mariella in piedi,
accanto a lui, a capo chino. Pausa.
Si cerca di aprire la porta. I due
sobbalzano. Mariella rimette a poste
il quadro)

IL PICCOLO MARAT
Ehi! Mariella, apri!

MARIELLA
il Piccolo Marat!

(va ad aprire. II Piccolo Marat entra,
vede il Carpentiere, lo squadra. Il
Carpentiere indietreggia)

MARIELLA
E qui per la sua gratia…

IL PICCOLO MARAT
(severamente)
Lo sai che è proibito
venire a chieder grazie a domicilio?
Non hai letto il decreto affisso, eh?

(va alla tavola e scrive in fretta degli
appunti sopor un Ioglio di carta che
ripone in tasca)

MARIELLA
Abbi pielà di lui!…
Povero Carpentiere!
Guarda com’é ridotto!

IL PICCOLO MARAT
Tanto meglio!
Era panciuto e grasso come un bue!
I vestiti son cari
e d’una carmagnola
ora ne può far due!

MARIELLA
Fagli ottener la grazia!

IL PICCOLO MARAT
È delicato, il brutto aristocratico!

IL CARPENTIERE
Avevo resistito fino a jeri!
Ora non posso più!…
Anche i fanciullil
leri… Ieri!…
II piccolo Charon di dodici anni!
…E sul palco fatale
il poverino chiese a Sénéchal :
« Mi farai molto male? ».

MARIELLA
Ah!

(con un grido d’orrore vade a sedare
piangendo, col volto nascosto fra le
mani)

IL PICCOLO MARAT
(al Carpentiere)
Taci!

(Una pausa.

MARIELLA
(singhiozza, mormorando)
Infami! Infami!…

(II Piccolo Marat la guarda con
tenerezza e, non visto, le butta un
bacio. Quindi pensa un atimo; guarda
il Carpentiere, poi, come prendendo
una decisione, lo afferra per un
braccio e lo conduce avanti a sinistra)

IL PICCOLO MARAT
(a bassa voce)
Avrai la grazia.

IL CARPENTIERE
Scritta?…

IL PICCOLO MARAT
Scritta.

IL CARPENTIERE
Quando?

IL PICCOLO MARAT
Stanotte. Ma ad un prezzo.
Io debbo andare fino
all’altezza di Saint-Nazaire.
Hai tu un battello che tenga il mare
per condurmi fin là?

IL CARPENTIERE
Si! Prendo quello col sole giallo
supra la vela!…

IL PICCOLO MARAT
Sta bene.
Allora stanotte aspettami qui
presso al carcere dell’Entrepôt…
devi aspettarmi finché verrò!…

IL CARPENTIERE
Tutta la notte!

IL PICCOLO MARAT
Tutta la notte!
Appena pronto,
fammi un segnale,

IL CARPENTIERE
Ti fo il cù-cù!

IL PICCOLO MARAT
D’accordo.

IL, CARPENTIERE
Ma…

IL PICCOLO MARAT
Non mancare, la grazia ci sarà!…

(si ode avvicinarsi un rumore di
ferraglia rotolante sul selciato.
E’ il furgone dei prigionieri)

Ora va via!

(il Carpentiere esce)

MARIELLA
Anche oggi i prigionieri!
Ecco il furgonel Anch’oggi…

(al Piccolo Marat)

E tu non hai spavento!
Non senti la tortura
di viver nella casa
della paura!…
E assisti a tanti orrori, senza piangere!…
Come puoi esser cosi cattivo
e senza cuore?…
Non hai avuto mai la mamma, tu?

(la porticina che è nel
portone di fondo si apre)

IL PORTATORE DI ORDINI
(entra, portando un fascio di carta)
Ehi! Piccolo Marat!
Arrivano i pollastri da spennare!

(il portatore d’ordini sbatte il
fascio di carta sulla tavola e torna
via correndo, dal fondo)

IL PICCOLO MARAT
La stia è aperta!
i bicchieri, le bottiglie!
Fra poco saran qui!

(Mariella entra a sinistra. Apena solo,
il giovene si getta sui fogli, II scorre
rapidamente, manda un grido a “Ah!”
afferra alcuni documenti e se li nasconde
in seno. Mariella torna con una cassette
di bottiglie che pone al pledi della tavola
e con dei bicchieri che vi posa sopra.
Quindi si dispone a preparare le sedie:)

MARIELLA
(affannata, emozionante)
Aiutami anche tu…
voglio far presto…
e chiudermi di la per non vedere,
per non sentire

(il furgone si è fermato nel fondo)

Ah!

(fugge a destra)

IL PICCOLO MARAT
Ora, coraggio!…

(entran, l’Orco, il Ladro,
la Spia, la Tigre)

L’ ORCO
(appena entrato, vedendo II
Piccolo Moret, ironico)

Talpa che vedi! Vespa che non ronzi!
Bestiolina tutt’occhi e tutt’orecchi,
come dici e ti vanti!
Lo sai che al club a
Vincenzo-La Montagna »
si mormora e si trama?

IL PICCOLO MARAT
(con aria di superiorità e
sicurezza, tira fuori di tasca
un foglio porgendoglielo)

Lista dei mormoranti
e tessitura della trama che ordiscono!

L’ ORCO
Bravo! Questo ragazzo
ah! mi renda la vita più sicural…
Altre notizie?

IL PICCOLO MARAT
Nulla!

L’ ORCO
E il soldato, che fa?

IL PICCOLO MARAT
Sempre spiato
minuti per minuto!
Indaga… cerca… scopre…

LA TIGRE
(minaccioso)
Ma che cosa aspettiamo?

L’ ORCO
Che caschi nella rete!
A furia d’impinzarsi di notizie,
un bel giorno avrà sete
e con piacere
allora: plaf! lo manderemo a bere!

(il Ladro e la Spia sono andati a
prendere dal riposstiglio a muro a
destra, una cassette su cui è scritto
“depositi” e l’hanno messa sulla
tavola. Quindi dispongono le carte,
i bicchieri e si danno poi ad
esaminare le verle bottiglie da
consumarsi nella giornata)

LA SPIA
(stappando e mescendo)
E non berràdi questo:
cantine del Marchese di Vernet
dell’anno ‘89!

L’ ORCO
Evvival Bevo
al diritti dell’uomo.

LA SPIA
Al Comitati!

LA TIGRE
Bevo ella libertà

IL LADRO
(battendo il bicchiere alla cassette)
Agli Assegnati!

(tutti cozzano i bicchieri esclamando:)

LA TIGRE
II comitato povero!

LA SPIA
Hal bisogno di fondi!

IL LADRO
Tanti! Tanti !

L’ ORCO
(al portatoro d’ordini,
che è fermo nel fondo)

Vengan i pagatori!
Avanti! Avanti!

(L’Orco siede fra la Spia e la Tigre.
II Ladro resta, in piedi sul davanti
a destra, volgendo lo spalle al pubblico.
II Piccolo Marat sale a metà dell scaletta
di legno. II portone si apre e irrompono
gil ussari americani che spingono avanti
un gruppo di gente atterrita. II portone
si richiude. II gruppo si forma a meta
dell’androne. Due ussari vengono a
collocarsi a destra presso la parete.
L’Orco fa la chiama dei prigionieri.
Mano a mano, i chiamati avanzano,
sono perquisiti dal Ladro e affIdati al
due ussari a destra)

L’ ORCO
Francesco! Clara!
Caterinal Enrico!
Sofia Labauche!

(La famiglia chiamata si avanza.
Il Ladro comincia a perquisirli
rapidamente)

LA SPIA
Dovranno confessare ove han nascosto
quarantamila lire di tabacco!

(II padre Labauche vorrebbe parlare)

L’ ORCO
Aspetta, aspetta!
Questo è il primo tempo!
Poi l’interrogherò.

IL LADRO
L’aveva la piccina
la borsetta dell’oro!
Dalla allo zio, carina,
cosi ti compra i chicchi !

(Tutti ridono. II Ladro butta nella
cassetta la borsetta trovata addosso
alla piccola Labauche)

L’ ORCO
Il Vescovo Martin!

(avanza un prelato vecchio, blanco,
dal portamento fiero)

LA SPIA
Vecchio barbogio!
Ci devi rendere
le decime intrippate per tant’anni!

IL VESCOVO
Se l’ora è giunta del martirio…

IL LADRO
È giunta!
Non importa tu guardi l’orologio!

(gli slrappa l’orologio legato a un
nastro nero e lo butta nella cassette)

L’ ORCO
Giulio e Bianca Dugez!

(duo vecchietti si avanzano
stringenlosi per la mano)

LA SPIA
Guardali gli sposini!

L’ORCO
Si stringono la mano!

IL LADRO
Per celare gli anellil

(toglie loro gli anelli e
li butta nella cassette)

LA TIGRE
Noi vi faremo far le nozze d’oro con
un buon « matrimonio repubblicanol».

L’ ORCO
(che non ha più incartamenti)
Sono tutti! Possiamo incominciare.

IL LADRO
Aspetta!
C’é una donna!

L’ ORCO
Una donna?…

(si avanza la principessa di Fleury.
L’Orco spoglia le carte per cercare.
Tutti, ancho il Ladro, cercano sulla
tavola. La prilicipessa,giunta davanti
al banco, vede in alto, sulla scala,
appoggiato al corrimano di legno,
il figlio, che furtivamente le fa cenno
di tacere)

Chi sei?Manca I’incartamento!

IL PORTATORE DI ORDINI
Tullo quel che m’han dato
io l’ho portato!

L’ ORCO
O Mariella! Mariella!
Sei sorda?

(entra Mariella)

Mancano dalle carte! Cerca!
Sbadata! Cerca!…

(alla prigioniera)

E tu, dimmi chi sei!
Hai capito? II tuo nome!

IL PICCOLO MARAT
Aspetta! Con due ussari la riconduco
in carcare per farla riconoscere!

L’ ORCO
Si!

(furibondo)

No! Dimmi ii tuo nome!
Vo’ sapere il tuo nome!
Parla! Parla! o per…

(si slancia verso di lei brandendo la
bottiglia vuota. II Piccolo Mararat
salta giù e gli afferra il braccio)

IL PICCOLO MARAT
No!
Se I’uccidi tu perdi i suoi quattrini!

LA PRINC!PESSA
Ah!

(sul grido della Principessa, la porta
di destra si apre violentamente e
appare il Soldato – solo.
Alla sua presenza, la scena
selvaggia si interrompe.
Una pausa)

IL SOLDATO
I prigionieri in casa tua;
perché?
Che tribunale è questo,
dove rendi giustizia
a colpi di bottiglia?

L’ ORCO
(senza rispondergli – agli ussari)
Tutti di nuovo al carcere
in attesa degli ordini.

(Gli ussari conducono via i prigionieri
dal fondo. Quindi rientrano e restano
in gruppo nell’androne. Finita questa
operazione, l’Orco posa la bottiglia
sulla tavola e volgendosi al Soldato,
decisamente)

Cittadino! Mi par giunto il momento
di parlare e d’intendercil!
Da un mese, di nascosto,
tu non fai che spiare, interrogare…
e tutti i tuoi pensieri
sono rivolti ad un oggetto solo:
i prigionieril
Moscardino galante,
dalle prigioni vuoi salvar l’amante?

IL SOLDATO
SI! L’amante più bella!
La più amata!
La pii pura!
La Francia!

L’ ORCO
Salvala alla frontiera!
Noi qui salviamo la rivoluzione!

(fa un cenno al portatore di ordini,
il guale esce subito. Da questo momento
il fondo della scene – l’androne
comincia a popolarsi della folla che
accorre a gruppi ed assiste con
grande interesse al duello oratorio)

IL SOLDATO
Voi la disonorate!
In mano vostra la rivoluzione
è un’arma infame!
Si sveglia in voi l’istinto
della bestia umana, e si scatena,
e domina la plebe
e poi la disonora
spingendola alla strage e al vitupéro!

L’ ORCO
Si faccia della Francia un cimitero
pur di rigenerarla a modo nostro!

IL SOLDATO
(all’Orco)
Tu vuoi rigenerarla
annegando i fanciulli?

(alla Spia o al Ladro)

Voi rubando il denaro ai prigionieri?

(alla Tigra)

E tu sgozzandoli
d’un colpo solo,
come ti vanti ?
E tutto questo
in nome della Santa Libetà!…
La Libertà
deve alleviar le sofferenze eterne,
senza forza di strage e di terrore!
C’é l’azzurro più su delle lanterne!
II mondo anela il regno dell’Amore!
Aprite le prigioni agli innocenti!
Tregua all’odio, ai massacri ed al furore!
In nome della santa libertà,
schiudete il cuore
a un palpito d’amore e di pietà!

L’ ORCO
Di « pietà »? di « pietà »?…
E per chi noi
dobbiamo averìa questa tua pietà?
O popolo che ascolti,
digli che la pietà l’abbiamo chiesta
per mill’anni e mill’anni.
E come rispondevano
i « Prima d’ora »?
Sopra la plebe
dritto di vita di morte e di fame!
Le nostre messi a loro!
Le nostre braccia a loro!
Le nostre donne a loro!
La nostra vita a loro!.
E non bastava mai!
Ogni giorno frustate più fortil
Ogni giorno più strazi alìa piaga!
Ogni giorno più stretta la morsa!
Ogni giorno di più giù nel fango!
Li sentivano pure i nostri gemiti,
i pianti, i gridi disperatamente
invocare: pietà! pietà! pietà!

(come in un ruggito)

Son cambiate le sorti
ed ora tocca a noi!

IL SOLDATO
Ma…

L’ ORCO
Degli strazi, degli avvilimenti
vogliamo vendicarci!
Vogliano vendicarci della fame!

IL SOLDATO
E allora…

LA TIGRE
Zitto!

L’ ORCO
(erompendo)
S’avventi la tempesta del terrore
sul vecchio mondo infame!
Tutto il passato crolli!
Sia tutto una rovina!

(verso la folla che si accalca
nell’androne traltenuta dai soldati)

Delle macerie salgo sulla vetta,
grondante sangue con la scure in mano!
Inchinatevi tutti alla vendetta,
al monumento del dolore umano!

IL POPOLO
Viva! Viva Marat!

IL SOLDATO
La plebe ignora
tutti i vostri delitti!
Io li rivelerò!
Io parlerò e il popolo saprà
che i governanti suoi
sono ubriachi di vino e di sangue!

(Si avvia. Contro scena
di gioia del Carpentiere)

L’ ORCO
(fermandolo col gesto)
Bada! Io governo in base…
a istruzioni segrete…

IL SOLDATO
Di chi?

L’ ORCO
Di Robespierre!

IL SOLDATO
Il tiranno! Ii carnefice!
L’assassino d’Arras!
L’abbatteremo!
Popolo!…

L’ORCO
Ha minacciato Robespierre!

TUTTI
Ha minacciato Robespierre!
Al fiume!
Al fiume!
Al fiume!

IL SOLDATO
Popolo!
Si assassinano i veri patrioti !
Popolo! Non lasciarti disonorare !
Ascolta, popolo…

(al comitato)

Canaglie, infami!

LA FOLLA
Al fiume! Al fiume!
A. morte! A morte!

I « MARATS »
Morte ai realisti!
ai moderati!
ai moscardini!
ai rinnegati!
Morte al foglianti!
Morte al briganti!
Morte al nemici della libertà!
Viva Marat!

(Il Soldato è afferrato, avvinto in
corde, sollevato in alto dalla folla
che si avvia nel fondo e scompare.
Si richiudono lo porte)

L’ ORCO
(esausto, col corpo geltato quasi
sulla tavola, con la bava alla bocca,
ripete)

A morte! a morte! Morte!

(i compagni lo guardano immobili)

L’ ORCO
(come scuotendosi il
rumore è svanito lontano)

E poiché i patrioti
ci contan le bottiglie che beviamo,
facciam che si divertano a contare:
Andiamo al “Lepre bianco”, andiamo!

I CONIPAGNI
Andiamo!

(la Spia e il Ladro rimettono a posto
la cassetta dei depositi)

L’ ORCO
(vedando Mariella che durante tulla
la scena sarà rimasta in un angolo,
come inchiodata dat timore)

Se tu non trovi quelle carte, bada!
quando torno ti frusto!

(Tutti escono, tranne Mariella. II
Piccolo Marat nel fondo dell’androne.
E’ come una tempesta che si plachi.
Usciti i’Orco e i Compagni, Mariella
accende una lucerna e si pone a
cercare le carte)

MARIELLA
(col pianto nella voce)
No… non ci sono!
nessuno me le ha date…
e intanto mi si accusa
Tutte le colpe a me! sempre cosi!
Perché non ho nessuno
che mi difenda!

(il Piccolo Marat si avanza)

Sei tu? che cosa vieni a fere?…
Ah! Non certo a soccorrermi,
a difendermi!

M’hai difesa una volta!
Mi prendesti fra le braccia,
mi salvasti dalla caccia
della folla maledetta…
Mi serrasti stretta stretta
sul tuo cuore… lo sentivo
palpitare forte forte…
In quell’istante che sempre rivivo
nel memore pensiero affettuoso,
m’apristi l’anima
a tutte le speranzel
M’apparisti leale,
e buono e generoso…

Come mi parve bella
quella triste serata di brumale!…
Ma poi di giorno in giorno
hai fatto dileguare
il più bel sogno della vita mia!
Sei stato tutto dello zio,
sei diventato poco a poco
il suo servo, il suo schiavo…
e dicono persino la sua…

EL PICCOLO MARAT
Spia!

MARIELLA
E lo confessi?

IL PICCOLO MARAT
Si, Mariella, è vero, la sua spia!
Ma guarda le mie manì!
Non lasciano cadera una stilla di sangue!
Per questa spia
nemmeno una persona è andata a morte!
Lo giuro! Te lo giuro
sulla Madonna che hai nascosta

MARIELLA
Tu sai

IL PICCOLO MARAT
Piccina, lo so tutto ,di te!
In questo tempo t’ho circondata
d’una attenzione tanto amorosa,
che non m’é sfuggito
un tuo sguardo, un tuo gesto,
un tuo pensiero!
Vedo l’anima tua limpida e bella
come vedo una stella
in mezzo al cielo!

MARIELLA
Come parli stasera?
Come sembri diverso!…
Sai dire queste cose
tu, che sei sempre cosi cattivo?

IL PICCOLO MARAT
E se non fossicattivo, Mariella?

Se avessi anch’io l’orrore
di quanto mi circonda?
Se non chiudessi in cuoré
che una voglia d’affetto e di carezze?
Se la pietà sentissi
al par di te, Mariella? Se odiassi
questa gente assetata
di sangue, questa iene
che mi credono schiavo?
Se fossi come mi hai sognato?…
Di…

MARIELLA
Se tu fossi cosi,
ti vorrei tanto bene!

IL PICCOLO MARAT
E allora dammi tutta l’anima tua!
Abbandonati tutta all’ amor mio,
che qui fra tanti orrori è germogliato
al dolce raggio della tua bellezza,
del tuo candore e della tua bontà!
O Mariella, intendimi!
Quella mia crudeltà
era una maschera
che ho dovuto portare sul mio volto,
a prezzo di martirio e di torture!
Una finzione orribile
per uno scopo santo
per salvare mia madre!

MARIELLA
Tua madre?

IL PICCOLO MARAT
Quellequelle carte che dianzi
son mancate, io le ho rubate
Eccole… guarda…
questa prigioniera è la mia mamma!

MARIELLA
Chi sei? Chi sei?

IL PICCOLO MARAT
Io sono
il Principe Gian Carlo di Fleury!…

MARIELLA
Il Principe…

(e gli strappa le carte dalle mani e le
getta nel fuoco del camino)

IL PRINCIPINO
Comprendi quello che ho fatto?

MARIELLA
(gli cade in ginoccitio al piedi)
Vi domando perdono
di non aver compreso
quanto eravate buono!

(il Principino si affretta a
rialzarla affettuosamente)

Oh perdono! perdono, Monsignore,
se ho confessato di volervi bene.
Perdono!.. lo nòn sapevo…
non potevo
immaginare… no… dimenticate!

IL PRINCIPINO
(con impeto amoroso)
Dimenticare?
Se in mezzo alla tenebra
di morte che mi attedia,
gli occhi tuoi mi sorridono
d’amore! E quest’amore
tutto m’inebria,
tutto mi asalta…
e mi dà nuova forza,
nuovo ardimento,
per l’impresa suprema
che questa notte io tento!

(con grande dolcezza)

Va nella tua stanzetta…
Prega ed aspetta…
Verrò da te se vinco…
Aspetta fino all’alba:
tu fuggirai con me… tutto è già pronto.
E domani saremo via, lontani
da questa nostra terra insanguinata:
saremo, a vele aparte,
in mezzo al mare,
liberi, con la mamrna liberata
Avrai nella mia mamma la tua mamma,
tanto buona, soave ed amorosa,
che bacerà la fronte immacolata
a Mariella mia, alla mia sposa!

MARIELLA
Ahl Monsignore!

IL PRINCIPINO
Se viene l’alba e tu non m’hai veduto,
non m’aspetiare più!
Guardami ora per l’ultima volta…

MARIELLA
lo non vi lascio!
Vi sarb compagna
nel cimento mortale!

IL PRINCIPINO
Che dici?

MARIELLA
lo non vi lascio!

IL PRINCIPINO
É un’impresa tremenda!

MARIELLA
Io non vi lascio!

IL PRINCIPINO
Contro lui…

MARIELLA
Contro tuttiper te!

IL PRINCIPINO
Contro lo zio!

MARIELLA
Contro tutti con te!
Insieme nell’amore!
Insieme nella morte!

IL PRINCIPINO
O Mariella, sei tutta una fiamma!

MARIELLA
Con te voglio salvare la tua mamma,
tanto buona, soave ed amorosa!
Voglio con te, con lei goder la vita…
Son Mariella tua, son la tua sposa!

IL PRINCIPINO
Voglio con te, con lei goder la vita…
Sei Mariella mia, sei la mia sposa!
Per la vita e la morte son con te!

MARIELLA
Per la vita e la morte son con te!

(si ode un rumore fuori della
porta di entraba. I due sobbalzano)

MARIELLA
Lo zio!

IL PRINCIPRIO
È lui!

MARIELLA
Se vuole quelle carte?

IL PRINCIPINO
Non temere —
è ubriaco e non ricorda!
«Spengi la lampada…

(Mariella spenge. La stanza resta
all’oscuro. I due si nascondono
dietro la sporgenza del muro oltre
l’arco. L’Orco entra ubriaco. Traballa.
Ha la pipa accesa. Attraversa la scena)

L’ ORCO
A morte! a morte!…

(arriva alla scala e la sale a fatica.
Finalmente entra in camera. I due
escono. II principino va a un ripostiglio
a muro, a destra. Prende una lanternina,
l’accende. Prende un rotolo di corda.
Quindi brandisce un pugnale)

MARIELLA
(a voce bassissima)
Che cosa fai?

IL PRINCIPINO
Sei pronta a tutto?

MARIELLA
A tutto,
pur di restar con te!

IL PRINCIPINO
Anche a morire?

MARIELLA
Pur di morir con te!

(si arriano e salgono silenciosamente
la scala di legno. Giunti in cima)

IL PRINCIPINO
(a voce bassissima, soffocata)
Dorme?

MARIELLA
(va ad escoltare e ad
osservare dalla serratura)

Non dorme ancora.

IL PRINCIPINO
La notte è lunga,
lontana è l’aurora…
aspetteremo un po’! Siedi.

(Ella siede vicino a lui. Passa di
lontano, la ronda dei diavoli neri)

IL PRINCIPINO
Hai paura?

MARIELLA
No!

(Dolcemente il Principino l’abbraccia.
Ella reclina la testa sul petto di lui.
Il Principe teneramente la bacia.
E cosi rimangono)

 

ATTO  TERZO
 

(La camera dell’Orco. Le pareti rozze,
il soffitto a travi, tl pavimento sconnesso,
qualche mobilo sgangherato cantrastano
con varie suppollettili di gran lusso
sparse qua e là, manifestamente fruti
di feconde “perquisizioni! in case
aristocratiche. Nel mezzo della stanza,
davanti a una scrivania plebea, una
ricchissima poltrona. Di flanco ella
porta d’ingresso, che è a destra, sopra
una tavola rozza, due pesanti e grandi
candelabri di bronzo massiccio.
Qualche arazzo, qualche tappeto. Un
finestrone occupa quasi tulla la parete
nel fondo. A sinistra un letto di ferro,
non grande. A destra del letto uno stipo.
Sulla scrivania carta e l’occorrente
per scrivere; carta ammucchiate
confusamente. La camera è scarsamen
le illuminata da un lucignolo ad olio,
contornato di vetro rosso, che è sullo
stipo, a destra del letto. L’Orco,
sdraiato sul letto, dorme profondamente.
Al di là del finestrone, l’oscurità è
completa. Qualche rullo di tamburo,
lontano. Qualche colpo di fucile,
lontanissimo. (Ad un tratto,di fuori,
il passo cadenzato di una pattuglia che
si avvcina; è una pattuglia di Ussari
americani; mugulano gutturalmente,
sordamente, un caralteristico motivo col

quale accompagnano e marcan i lenti passi)

LA RONDA DEI DIAVOLI NERI
Qua, là, noi marciam!
Passa la ronda dei diavoli neri,
la ronda passa a notte fonda,
fonda, fonda
Chi va là?  — Noi guardiamo qua.
Chi va là? — Voi guardate
Qua, là, noi marciam!
Passa la ronda dei diavoli neri,
la ronda passa a notte fonda,
fonda, fonda
Vigile sta.
la guardia della libertàd
Di ferro abbiam ricinto il cor.
La cadenza ognor del nostro pié
semina il terror…
Di ferro abbiam ricinto ili cor.
La cadenza ognor del nostro pié
semina il terror,
semina l’orror : non v’é
per nessun pieta!
Siam le guardie della libertà!
Odiare i nobili dobbiam :
Uguaglianza!
Amare il popolo vogliam :
Fratellanza!
Chi va là? Noi siam qua.
Per la Francia e per la Libertà
l’arme pronta è già.
… Siam la guardia dell’ Umanità!

(Quando la pattuglia sarà sotto la
finestra, una luce rossastra apparirà
al di la della vetrata : il baglioré dalle
torce a vento. La pattuglia pasea; torna
l’oscurità ed il silenzio. E allora la porta
di destra, lentamente, si apre; nel vano,
sul pianerottolo, riapparirà la lanternina.
Mariella si affaccia ella porta dischiusa
e cautamente viene avanti; in punta di
piedi si avvicina el letto; guarda: l’Orco
dorme. Torna alla porta, fa cenno al
Principino di entrare. Egli copra la
lanterna col barreno frigio, ed entra;
ha infilato al braccio destro il rotulo
della corda. Posa la lanterna sotto
alla tavola. I due hanno un attimo di
esitazione. Nel silenzio si ode levarsi
di fuori il canto del cucùlo: è il segnale
del Carpentiere; II Carpentiere è pronto.
Il Principino mormora a Mariella la
spiegazione di quel segnale, le stringe
la mano come per infondarle coraggio
e i due decisamente, ma cautamente, si
avvicinano all’ubriaco che dorme. Curvi
verso terra, passano e ripassano più
volte la corda sopra e sotto il letto,
tenendola però ancora lente fin quando
le voluta arrivano al collo dell’Orco:
allora il Principino stringe e fa un nodo;
quindi corre alla scrivania, fa saltare
la serratura, prende della carta e del
timbri e scrive rapidamente)

L’ ORCO
(sognando, affannosamente,
como sotto un incubo)

Quel prete bianco…
quel soldato morto…
parché vengono a galla sul canale?
Ah! si drizzano in piedi!
Camminano sull’onda!…
Mi guardan! Mi fissano
con le pupille livide e sbarrate!
S’avvicinano a me!…
Indietro! orribile!…
… Mi afferrano!… Mi stringono!
Mi voglion soffocare…
No!… No!… Ah!…

(svegliandosi ansante,
respira affannosamente)

Questi morti! la notte… si ridestano…
per vendicarsi!… Maledetta Loira!
Tu sei poco profonda!…
Via! Via! all’aperto!
Non voglio più restare
in questa spaventosa
camera mortuaria!
Presto! Andiamo!

(fa per seendere dal letto tenta
violentamente, duo, tre volte.
Pausa)

Un incubo terribile mi paralizza!…

(da un violentissirno crollo)

Insomma!Ma no! Non è più un incubo!
Non è un incubo questo!
lo sono desto! Desto! e son legato!
Sono legato!

(é ora in preda a un folie terrore)

Chi c’é qui dentro?
Chi c’é qui nella stanza?
Vedo un lume… dell’ombre nel Soffitto!…
Chi c’é?
Aiuto! Aiuto!

IL PRINCIPINO
(con un balzo)
Zitto o t’inchiodo al letto
come s’inchioda un pipistrello a un asse!

L’ ORCO
Il Piccolo Marat!

IL PRINCIPINO
Il Piccolo Marat!…
Guardami bene! Son io!… Son io!
E ti tengo in mia mano!

L’ ORCO
(con un urlo)
Mariella!

MARIELLA
E Mariella e qua…
a gridarti il suo odio!…
A ricordarti
la mamma morta
per te, per te!… Assassinol

L’ ORCO
E un sogno!

IL PRINCIPINO
No, sei desto.
Ma un grido solo
e t’addormento per l’eternitàl…
Ascolta bene!…

(Iegge rapidamente)

Ordine al cittadino
Laquèze carceriere
capo della prigione
dell’ Entrepòt
di liberare
la detenuta
De Fleury —
prima d’ora principessa Anna Maria!
Mia madre!

L’ ORCO
Ah! Tua madre!

IL PRINCIPINO
Ordine di lasciare navigare
Anna Maria Fleury,
suo figlio, Mariella Bollogniel
e il Carpentiere
che li conduce! »
Firma sul momento!

L’ ORCO
Al tradimento! Al tradimento!

IL PRINCIPINO
Taci!

L’ ORCO
(dibattendosi furiosamente)
Fossero mille corde da schiantare,
mille catene del più duro acciaio,
le spezzerò, le spezzerò!
Vigliacchi!
E vi truciderò qui di mia mano!

(fa sforzi erculei, ma ricade sfinito)

IL PRINCIPINO
Lo vedi? Tutto è vano!
Tutta la tua ferocia, il tuo potere,
l’odio, la rabbia, sono strangolati
da un rotolo di corda!
E non mi scappi!
Sei sotto questa lama
e ti saprò costringere a firmare!

L’ ORCO
Mai! Mi farò ammazzare!

IL PRINCIPINO
No! Sei vile!
Sei troppo vile
per sfidar la morte!

L’ ORCO
Ah! Traditore!
Un prima d’ora, tu?
Tu? Tu un aristocratico!
Hai recitato bene la tua parte!
Sei stato bravo!…
E tu! Tu! sgualdrinella,

(furibondo)

tu lo sapevi!

IL PRINCIPINO
Non cercare di guadagnar del tempo!
Firma le carte!

L’ ORCO
No!…

IL PRINCIPINO
Ripeti ancora no,
e te l’affondo in gola!
Raccomandati a Dio!
A te! Sei morto!

L’ ORCO
¡Aspetta!
Io firmo!…

IL PRINCIPINO
Ah!

L’ ORCO
Ma non posso!… Discioglimi…

IL PRINCIPINO
Sta bene.

(I’Orco fa un gesto di speranza)

Non hai nulla da sperare!

L’ ORCO
(mellifluo)
Guardami Mariella!
lo ti prometto d’essere sempre buono,
di non picchiarti più!
Mai più!
Mai più!

MARIELLA
Infame! Infame!…

L’ ORCO
(dolcissimo)
O Mariella! Pensa
che tu sei stata sempre nel mio cuore!

MARIELLA
Carnefice di tutti!

L’ ORCO
(dolsissimo)
Ma tu sei stata sempre nel mio cuore!

MARIELLA
Carnefice spietato!

L’ ORCO
(perdendo ogni speranza – feroce)
Ah! Veder la tua testa nel paniere!

IL PRINCIPINO
Ecco il suo cuore!

(con detta corda gli assicura il braccio
destro, poco sopra il gomito, al ferri
del letto. Poi gli passa un nodo scorsoio
al collo, ne avvolge l’estremità a una
colonna del letto)

IL PRINCIPINO
Lego il nodo scorsoio
ad una antenna del letto!

(taglia la corda che gil
teneva avvinta la mano destra)

Se ti muovì ti strozzi!
Mariella! prendi la penna!

(Mariella rapidamente eseguisce)

L’ ORCO
Ma…

IL PRINCIPINO
(interrompendolo, alzando il pugnale)
Ho fretta!
Firma! Bada!

L ORCO
(prende la penna e firma
prima una poi l’altra carta)

Che possiate affogare… a mezza strada!

I DUE
(che attendono con grande ansia,
erompono distintamente:)

Ah! Salvi! Salvi!

(Dalla strada voce che si avvicinano)

LE VOCI
Ehi! Presidente, destati!
Una grande notizia!…

(sono sotto il finestrone.
I duo restan interdetti)

Abbiam preso Tolone!
É stato un capitano!
Un tal Napoleone Bonaparte!

(Bussano alta porta di strada)

L’ ORCO
(si afferra alla ultima speranza e grida)
Al soccorso! al soccorso! al tradimento!

MARIELLA
Siamo perduti!

IL PRINCIPINO
(all’Orco)
Taci!

L’ ORCO
Aiuto!

IL PRINCIPINO
Taci!

(Gli Mete un guanciale sul volto e vi
si appoggia sopra con tuno il corpo.
A Mariela, rapidamente:)

DI che lo zio è fuori!
E al «Lepre bianco»!

(Mariella corre al finesitone, ne
schiude le imposte e si affaccia)

MARIELLA.
Cittadini, lo zio non è tornato.
Credo che sia
all’osteria
del «Lepre bianco »!
Di certo è là
col piccolo Marat!

UNA VOCE
Andiamo al «Lepre bianco »!

VOCI
(come si allontanassero correndo)
Cittadini!
Una grande notizia!l…
Abbiam preso Tolone…

(le Voci diventano indistinta. Mariella
resta afacciata finche non si odono
più. Echeggia per l’aria il segnale del
Carpentiere)

MARIELLA
Carpentiere! Un momento!…

(Tutto è ora tranquillo.
Mariella, al Principino)

Andiamo! Andiamo!

(il giovane lascia la preda e ambedue
fanno per attraversare la scena ed
uscire; ma appena libero dalla stretta,
l’Orco con uno sforzo disperato
afferra una pistola di sotto al saccone
e spianandola in direzione della porta,
lascia andar un coipo.II principino con
un grido cade a terra)

MARIELLA
(che precedeva il Principino, volgendosi)
Ferito? Sei ferito?

IL PRINCIPINO
Nullal Nulla! Sostienmi!
No, non posso!

(stramazza)

MARIELLA
Ah! Maledetto! Dove t’ha colpito?
Amore! Amore mio!
Tu impallidisci!
lo ti vedo soffrire…
E non posso soccorrerti!…
Perché non son rimasta io ferita?
Parché non posso darti la mia vita, qui,
tutta fino all’ultimo respiro,
fino all’ultimo battito del cuore,
fino all’ultima goccia del miò sangue,
per non vedare questo tuo pallore?
E se tutte le forze del mio cuore
non possono salvarti,
aspetterò la morte qui con te!
Una stessa catena!
sopra uno stesso palco!
sotto uno stesso ferro!
Per quella stessa mano
che t’ha colpito!
Non sentiré lo strazio della morte!
Oh amore! amore!

(Sotto l’alba nascente, al di la del
finestrone si vede il fiume)

IL PRINCIPINO
E l’alba! E l’alba!l…
Prendi! fuggi! salvati!

MARIELLA
No! Qui con te! Con te!

IL PRINCIPINO
E la mamma? La mamma? Mariella!…
Ah se tu m’ami, Mariella, lasciamil
Corri a salvar la mamma,
ti scongiuro! Dille,
dille che sono già al sicuro,
che v’aspetto alla foce,
a Saint Nazaire!
E quando sara in salvo
in mezzo al mare,
povera mamma! e non mi rivedrà,
l’abbraccerai
cosi com’io t’abbraccio,
la bacerai cosi com’io ti bacio…
Allora le dirai che sono morto…
Ma sono morto con la gioia in cuore
d’aver salvato la mia mamina santa
e la fanciulla del mio primo amore!
Va via! va via! va via!

MARIELLA
(afferrando il salvacondotto)
La salverò! In questo momento supremo
soccorrimi, Madonna di pietà!

(fugge. II Principino resta in ascolto
come la seguisse nel suo cammino.
Intanto l’Orco si è industriato a
sciogliere i suoi lacci e continua
con fortuna)

L’ ORCO
Uno è preso!
Ma voglio prender tutti!…
Tutti… Tutti li voglio!…

IL PRINCIPINO
Scende… scende…
e già fuori, è sulla strada!
la prigione è vicina… corri! corri!
sveglia il guardiano,
presto, ti conosce!…
mostra l’ordine, in regola!…
é perfetto!…

L’ ORCO
E questo nodo!
E questo che mi tiene…
se potessi!…
Ecco! cosi!… ah! no!…
Per Dio!

IL PRINCIPINO
Ecco! Schiude la cella…
Mamma! Mamma!
Si! Lui è a Saint-Nazaire! è in salvo!…
Presto! Il Carpentiere è pronto!…
Dio! T’ imploro!
Fa’ che veda passar la vela blanca,
fa’ che veda passar laggiù la barca
che salvarà la mamma e l’amor mio!

L’ ORCO
Finalmente! Respiro!
Ed ora è fatta!

IL PRINCIPINO
T’imploro!
Oh! Dio! T’imploro!

L’ ORCO
Sarò feroce
nella vendetta!
Canaglial Traditore!
A goccia a goccia,
voglio darti la morte di mia mano!

IL PRINCIPINO
Sono in punto di morte!
concedimi la grazia!
concedimi la sorte di vedere…

LA VOCE DEL CARPENTIERE
Coraggio, Monsignore!
Son qua! son qua!

L’ ORCO
Proprio in tempo sei giunto!

IL PRINCIPINO
Guàrdati, Carpentiere!

(Il Carpentiere entra. Invece di trovare
l’Orco legato, lo vede libero e pronto
ad afferrare la sciabola. Si slancia
contro la tavola e la rovescia addosso
all’Orco con tutti i pesanti bronzi che
vi troneggiano. Quindi afferra un
candelabro e lo colpisce. Grida
soffocate dell’Orco e del Carpentiere.
L’Orco cada)

IL CARPENTIERE
Morto! Morto! L’ho ucciso!
Siamo salvi!
Fuggiamo, Monsignore!l

IL PRINCIPINO
La mamma?

IL CARPENTIERE
È libera!
V’aspetta nell barca
con Mariella. Andiamo!
Andiamo! Salvi!

(se lo carica cautamente suite spalle.
Vìa. Ora il fiume risplende sotto il sole
che nasce. Si vede passare lentamente
ma sicuramente la vela bianca col sole
giallo dipinto…)