Il prigioniero

Opera in un prologo ed un atto

Libretto e musica di Luigi Dallapiccola

Fonti letterarie: La torture par l’espérance di Villiers de l’Isle Adam, da La légende di Ulenspiegel e Lamme Goedzak di Charles de Coster
Prima rappresentazione: 20 maggio 1950, Teatro Comunale, Firenze

Personaggi:

La Madre (Soprano drammatico)
Il Prigioniero (Baritono)
Il Carceriere (Tenore)
Un “Fra Redemptor” (Ruolo muto)
Due Sacerdoti (Tenore e baritono)
Il Grande Inquisitore (Tenore)
Coro interno

Prologo
Atto Unico


Prologo
Si alza subito la tela, dietro cui appare un velario nero. Davanti al velario appare La Madre vestita di nero, soltanto il suo volto bianchissimo, illuminato spietatamente, risulterà visibile allo spettatore.

LA MADRE
Ti rivedrò, mio figlio! Ti rivedrò…
Ma una voce nel cuor mi sussurra:
«Questa è l’ultima volta!».
Ti rivedrò, mio figlio!
Da più mesi mi struggon
e la brama di te,
e l’affanno per te,
e l’accorato amor di te, mio figlio,
mio solo bene!
(dopo una pausa: smarrita)
Il mio sogno… il mio sogno…
Tutte le notti m’opprime… sempre uguale…
(visionario)
A poco a poco s’aprono le nebbie
del sonno. Ecco: agli occhi m’appare
un antro quasi buio, interminabile.
Lontano, in fondo, una figura, un’ombra,
uno spettro… – non so – avanza su di me
lentissimo, pauroso.
Tento di volger gli occhi…
tento di non vedere…
Ma c’è qualcosa assai di me più forte
che tien le mie pupille aperte e fisse.

[Ballata]

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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