Il Vespasiano
Dramma per musica.

Libretto di Giulio Cesare Corradi.
Musica di Carlo Pallavicino.

Prima esecuzione: 20 gennaio 1678, VeneziaTeatro San Giovanni Grisostomo.

Personaggi:

VESPASIANO basso
TITO figlio di Vespasiano contralto
DOMIZIANO figlio di Vespasiano soprano
ARRICIDA moglie di Tito soprano
ATTILIO generale di Vespasiano soprano
SERGIO capitano di Domiziano contralto
LICINIO capitano di Domiziano tenore
GESILLA schiava soprano
ELVIDA schiava sconosciuto
NISO paggio, custode di Gesilla sconosciuto
ZELTO custode di Gesilla soprano
GIUNONE su carro tirato da due pavoni soprano
CIBELE su carro tirato da due leoni contralto
FETONTE su carro tirato da due cavalli vivi tenore
GIOVE sull’aquila basso
Il PO basso

Cavalieri, Paggi, e Soldati con Vespasiano; Guerrieri con Tito; Alabardieri, Domiziano; Soldati, con Attilio; Donne, con Arricida.

Città di Roma.

Argomento
Giunta all’estremo Occaso delle sue glorie la monarchia latina, le squadre dell’oriente, che militavano sotto il braccio di Vespasiano fecero improvvisamente risorgere un nuovo sole, fregiando a viva forza il loro duce di quell’alloro, ch’egli medesimo colla spada s’aveva raccolto sulle campagne di Palestina. Questa elezione fe’ vacillar sul capo di Vitellio la corona imperiale, per difesa della quale ischierato a momenti un poderoso esercito, pretese, benché vanamente di conservar il lustro a quella porpora, ch’ormai aveva imbrattato col lezzo di tanti vizi nel dominio d’un impero tirannico. Imbrandito dunque l’acciaro s’oppose coraggiosamente a chi voleva rapirgli lo scettro, ma gli convenne cedere la vittoria prima lavando nel proprio sangue, poscia nell’onda del Tevere le lordure dell’obbrobriose sue scelleraggini.
Si finge che Domiziano ritrovandosi in Roma procurasse d’acquistare la corona al padre, della quale impadronitosi, volesse a sé medesimo usurparne il dominio.
Che Vespasiano ritornato dall’oriente si fosse attendato quella notte sul Tevere fuori della città, conducendo seco una schiava nell’amor della quale incenerivano le loro palme, Tito, ed Attilio; l’uno suo figlio maggiore, l’altro suo capitan generale.
Che Arricida moglie di Tito fosse stata rapita da Vitellio per violarla nella notte medesima della sua caduta. Queste finzioni, ed altri episodi danno l’intreccio al presente dramma intitolato «Il Vespasiano».

Atto primo

Scena prima
Cortile.
Nella reggia di Vitellio in cui segue formidabile combattimento fra le parti contrarie, nel maggior fervore del quale esce Domiziano con spada alla mano incoraggiando i suoi Soldati alla sorpresa della reggia.

DOMIZIANO
Al vibrar di questo brando
cada oppressa l’empietà
ch’ai tiranni il cor piagando
riede Roma in libertà.
Chi nei regni dell’aurora
l’aureo Gange incatenò.
Saprà sciorre il Tebro ancora
dalla man, che l’annodò.
Chi nei regni dell’aurora
l’aureo Gange incatenò.

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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