La collana di Pasqua

Scene liriche in tre atti

di Luigi Illica
Musica di Gaetano Luporini

PERSONAGGI

PASQUA DE’ FIORI (Soprano)
ANACLETO FANDIGLI carboniere (Baritono)
DREA il figurinaio (Tenore)
MARA NASTAGIA (Mezzo-Soprano)
NENNA (Soprano)
TADDEO sagrestano (Basso)
La scena si svolge nella campagna toscana in un paese a monti.
Azione contemporanea.

Atto Primo
Atto Secondo
Atto Terzo

 


ATTO PRIMO

La scena è divisa; rappresenta: da una parte il largo di un sagrato in un paese a monti nel lucchese, e, siccome è dì di fiera, è ingombro di banche, bancherelle, zeppe di compratori e curiosi. La Chiesa si suppone nell’estremo fondo, laggiù dove si interna aggirandosi una scala che scompare nascosta dalla osteria della Stella d’Oro. Dall’altra parte è invece il modesto interno di una cucina in casa d’un carboniere, Anacleto Fandigli, cucina colla sua piccola tavola, il camino, il rame ai muri intorniato da rami secchi di ulivo, cucina pulita, agiata, ordinata e con qualche immagine di santo qua e là.
Pasqua appunto allora vi dà assetto, pure sbircia dall’ampia e piatta finestra fuori pel sagrato dove proprio in faccia alla sua casa ha poste le sue figurine il figurinaio Drea. Una viuzza al lato opposto della casa di Pasqua mette alla casa di Nenna, e la casa di Taddeo rimane nascosta dietro la casa di Anacleto.

Drea. Taddeo pel sagrato colla talarina da sagrestano rilevata alle falde in faccende fra comp , ratori, e venditori. Nastagia vi gironzola fra l’andare e il venire delle donne maritate e no.

DREA
(a femmine che passano avanti alla sua bancherella)
O belle mezzaiole!
O voi filiole
di giglio!… O bianchi visi
Bocche rosse incarnate!… Bei sorrisi
rubacuori!… Cerbiatte
di sangue e latte!…
O donnicciole,
sospiri rosa–viole,
in cortesia

sì disdegnose non passate via!
Qui ci ho Cavourre! I santi
dello Statuto ce li ho tutti (i belli!)
Galibardi, Cavourre e Manuelli
e ci ho Mazzini… e il Papa! e tutti quanti…
ché belli e brutti
ce li tengo tutti!
Guerrieri! Santi!
I celebri briganti
(i veri e gli inventati!)
Ho tutte le Madonne!
E tengo figurine
pe’ tutti i mali, o donne!
A voi, belle sposine.
E costan poco!… Si dirian rubati!…

VOCI DI VENDITORI DEL MERCATO
A sei soldi lo staio!…
A un soldo ne dò un paio!
Senti!… E rifanno i visceri!

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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