La gazza ladra
Melodramma.

Libretto di Giovanni Gherardini.
Musica di Gioachino Rossini.

Prima esecuzione: 31 maggio 1817, MilanoTeatro alla Scala.

Personaggi:

FABRIZIO Vingradito, ricco fittaiuolo basso
LUCIA moglie di Fabrizio mezzosoprano
GIANNETTO figlio di Fabrizio tenore
NINETTA serva in casa di Fabrizio soprano
FERNANDO Villabella, padre di Ninetta, militare basso
Gottardo, PODESTÀ del villaggio basso
PIPPO giovane contadinello al servizio di Fabrizio contralto
ISACCO merciaiuolo tenore
ANTONIO carceriere tenore
GIORGIO servo del Podestà basso
ERNESTO compagno ed amico di Fernando, militare basso

Un Usciere. Genti d’arme. Contadini e Contadine. Famigli di Fabrizio. Una gazza.

La scena si finge in un grosso villaggio non lontano da Parigi.

Atto primo

[Sinfonia ]
Maestoso marziale / Allegro.

Scena prima
Ampio cortile della casa di Fabrizio. Sul dinanzi domina un portico rustico con pergolato; ad un pilastro è appesa una gabbia aperta, dentro della quale si vede una gazza. Nel fondo e verso il mezzo è collocata una porta con cancello, per cui si entra nel cortile. Al di là la scena rappresenta alcune collinette.
Diversi Abitanti del villaggio; alcuni Famigli recanti le cose necessarie per apparecchiare una mensa; subito Pippo; indi Lucia con un canestro.

[N. 1 – Introduzione]
Brillante.

CORO
Oh, che giorno fortunato!
Oh, che gioia si godrà!

PIPPO
Dopo tanti e tanti mesi
spesi in guerra e fra gli stenti,
oggi alfine a’ suoi parenti
il padron ritornerà.

PARTE DEL CORO E PIPPO
Vieni, vieni, o padroncino!

TUTTI
Vieni a noi, Giannetto amato!
Oh, che giorno fortunato!
Oh, che gioia si godrà!

LA GAZZA
Pippo? Pippo?

PIPPO
Chi ha chiamato?

CORO
(essendosi accorti della gazza, e deridendo Pippo)
Non so niente. ~ Ah! Ah! Ah!

LA GAZZA
Pippo?

PIPPO
Ancora?

CORO
(additandogli la gazza)
Ve’ chi è stato.

PIPPO
Brutta gazza maledetta,
che ti colga la saetta!

LA GAZZA
Pippo? Pippo?

PIPPO
Taci là!

CORO
(deridendo Pippo)
Pippo? Pippo? Ah! Ah! Ah!
Cavatinetta nel séguito dell’introduzione. Moderato.

LUCIA
Marmotte, che fate?
Così m’obbedite?
Movetevi, andate;
la mensa allestite
là sotto alla pergola
che invita a mangiar. ~
Che flemma! Sbrigatevi:
pigliate, stendete.
Mio figlio, il sapete,
dée tosto arrivar.

PIPPO E CORO
Che giorno beato
dobbiamo passar!

LUCIA
Alfine cessato
avrò di tremar. ~
Eh, Ninetta!… ~ Quando io chiamo,
tutti perdono l’udito. ~
E colui di mio marito
dove adesso se ne sta?

FABRIZIO
Tuo marito eccolo qua.

PIPPO E CORO
Ser Fabrizio eccolo là.

FABRIZIO
Egli viene, o mia Lucia,
come Bacco trionfante;
egli reca l’allegria,
reca il nettare spumante
che mantiene nelle vene
il vigore, la sanità.

TUTTI
Viva Bacco e la cantina,
medicina d’ogni età!

LUCIA
(a Fabrizio)
Ah col suo congedo alfine
oggi arriva il figlio amato!

FABRIZIO
Certamente; ed ammogliato
lo vorrei, ben mio, veder.

LUCIA
A me tocca il dargli moglie;
questo affare a me si aspetta.
Egli dée sposar…

LA GAZZA
Ninetta!

FABRIZIO
Ah, la gazza ha indovinato!

LUCIA
Insensato!

FABRIZIO
Si vedrà.
Brava, brava!
(si avvicina alla gazza, l’accarezza e ne resta beccato)
Ahi! Ahi!

LUCIA
Ch’è stato?

FABRIZIO
M’ha beccato!

LUCIA
E ben ti sta.

FABRIZIO
Ma la gazza ha indovinato!

LUCIA
Insensato!

FABRIZIO
Si vedrà.

TUTTI GLI ALTRI
Se la gazza ha indovinato,
ogni core esulterà.
Séguito dell’introduzione. Allegro con brio.

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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