La Salustia

Dramma per musica.

Libretto di Sebastiano Morelli, Apostolo Zeno.
Musica di Giovanni Battista Pergolesi.

Prima esecuzione: gennaio 1732, Napoli, Teatro San Bartolomeo.

Personaggi:

MARZIANO general dell’armi di Alessandro soprano
SALUSTIA sua figlia, imperatrice moglie di Alessandro soprano
GIULIA Mammea, imperatrice madre contralto
ALESSANDRO imperatore, suo figliolo soprano
ALBINA nobile romana, in abito d’uomo, amante di Claudio contralto
CLAUDIO cavalier romano, amico di Marzano tenore

Libretto – La Salustia

Eccellentissima signora
Porto per tributo del mio ossequio a’ piedi dell’eccellenza vostra il presente dramma, da cui spero sarà benignamente accolto, e generosamente compatito: la supplico a volerlo qualificare col suo valevole patrocinio, e renderlo piacevole agli occhi altrui, con l’onore del suo compiacimento in sentirlo rappresentare; mentre io persuaso della particolar bontà del suo animo verso di me, con il maggiore e più profondo rispetto, resto inchinandomi all’eccellenza vostra.

Di vostra eccellenza umilissimo, devotissimo ed ossequiosissimo servitore
Sebastiano Morelli

Argomento
L’unica lodevole azione, che facesse l’imperadore Eliogabalo, fu il dichiarar cesare Alessandro Severo, figliuolo di Giulia Mammea, donna di grande autorità nell’impero e che avea affinità col sangue degli Antonini, e con lo stesso Eliogabalo. Si pentì poco dopo questo tiranno di aver degenerato dal suo costume, e procurò in più maniere di far morire il giovinetto Alessandro, il quale assistito dalla vigilanza materna, dopo la morte di Eliogabalo pervenne finalmente al supremo governo della monarchia in età di tredici anni, sotto la tutela di Giulia sua madre che gli diede in isposa una vergine di sangue patrizio, nominata (come si ha dalle medaglie) Salustia Barbia Orbina. In breve tempo innamoratosi Alessandro delle rare qualità della moglie la dichiarò Augusta, con farle parte di tutti quegli onori, che prima la madre sola godeva. Onde questa ingelosita e sdegnata contra Salustia operò che il figliuolo a forza la ripudiasse. Marziano padre di Salustia, uomo potente nell’esercito, non potendo tollerare l’ingiuria fatta al suo sangue si sollevò contro Giulia. Ciò che ne seguitasse si raccoglie da Erodiano e da Lampradio. Nella favola si è seguitato il verisimile più che il vero. Le acclamazioni fatte ad Alessandro, la guerra da lui mossa contro i Parti, la sua totale dipendenza dalla madre e le nuove terme da lui erette, sono tutte cose fondate su la verità della storia. Il tempo in cui si finge l’azione del dramma è il giorno anniversario in cui Alessandro era salito all’impero.
Le parole fato, destino, deità, adorare e simili sono ornamenti poetici, e non già sentimenti de l’autore che si pregia di esser vero cattolico.

Atto primo

Scena prima
Luogo magnifico avanti al Campidoglio con trono, carro trionfale preceduto da bellici strumenti militari, dove assisi staranno Alessandro, Salustia, Marziano e Claudio. Popolo spettatore.

CORO
Viva viva il nostro augusto,
viva il cesare di Roma.
(vanno a sedere sul trono Alessandro e Salustia; a piè del quale Marziano e Claudio)

MARZIANO
Il giorno fortunato, in cui l’impero
con gli applausi di Roma il ciel ti diede,
ecco, fausto ritorna:
piaccia agli dèi, serbarci un sì gran bene,
e serbarcelo eterno.

ALESSANDRO
Ne’ vostri voti il vostro amor discerno.
Salustia!

SALUSTIA
Amato sposo,
quanto alle glorie tue giubila il core.

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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