La sposa fedele
Dramma giocoso per musica.

Libretto di Pietro Chiari.
Musica di Pietro Alessandro Guglielmi.

Prima esecuzione: Carnevale 1767, VeneziaTeatro San Moisè.

Attori:

ROSINELLA sposa promessa, salvata dal naufragio soprano
PASQUALINO sposo promesso, salvato dal naufragio tenore
MARCHESE di Vento-Ponente basso
CAMILLA nipote del Marchese soprano
CONTE LELIO amico del Marchese tenore
LAURETTA serva del Marchese contralto
VALERIO maggiordomo basso

Servi, e Lacché del Marchese che non parlano. Cacciatori che non parlano.

La scena si finge in una isola feudo del Marchese.

Atto primo

Scena prima
Appartamenti del Marchese con tavolini sopra de’ quali vi stanno alcuni abbigliamenti di suo servizio.
Il Marchese, Valerio, Lauretta, ed altri Servitori, che servono il Marchese.

MARCHESE
Mi si portino qui avanti
gli orologi, i miei brillanti,
la mia spada gioiellata,
quella d’oro, la dorata,
il bastone tempestato,
il cappello gallonato,
quel con piume, quel da viaggio:
venga avanti, venga il paggio:
porterò quel che mi piace
or che vado a passeggiar.

LAURETTA E VALERIO
(Tutto quanto il guardaroba
si fa or ora qui portar.)

MARCHESE
(a Valerio)
Guarda un poco questa spada.

VALERIO
La migliore non si dà.

MARCHESE
(a Lauretta)
Guarda un poco questo anello.

LAURETTA
Bello, bello in verità.

MARCHESE
Or che son così vestito,
osservate un pochettino…

LAURETTA E VALERIO
Un famoso paladino
ciaschedun vi crederà.

LAURETTA, MARCHESE E VALERIO
Già il grande Marchese
di Vento-Ponente
in ogni paese
suonare si sente:
la fama rimbomba,
e co’ la sua tromba
risuona qua, e là.

MARCHESE
Dov’è nostra nipote?

LAURETTA
Innanzi giorno
oggi dal letto alzata
dal Conte accompagnata andò alla caccia,
e fin al mezzogiorno,
per quanto disse a me, non fa ritorno.

MARCHESE
Vada pur: si diverta
in compagnia del cavalier servente,
non me ne importa niente.
Ehi dico: fa all’amore?

LAURETTA
Io non capisco
se lo faccia per burla, oppur davvero.

MARCHESE
Anche di ciò non me ne importa un zero.
Faccia quel che vuol, io tutto approvo
quando vuol maritarsi
basta che me lo dica,
ch’io la dote darò senza fatica.
Che avete maggiordomo?

VALERIO
I conti miei
rassegnar io vorrei…

MARCHESE
Che conti! Andate,
che ve l’ho detto ancora,
deve questa mia mente
pensar solo alla gloria, ed occuparsi
in cose eroiche, e belle
e non perdersi in queste bagatelle.
Or chi vo a passeggiar, mi vengan dietro
sei lacchè, sei staffieri,
e sei palafrenieri
co’ palafreni a mano,
e due corrieri avanti
suonando il corno avvisino il paese
che a passeggiar si trova il gran Marchese.
(parte co’ servitori)

Scena seconda
Lauretta, e Valerio.

LAURETTA
Evviva, evviva il matto!

VALERIO
Evviva pur. Ma i fatti nostri intanto
noi mia cara facciam dal nostro canto.

LAURETTA
Questo è vero. In un anno,
che sono in questa casa
mi son fatta la dote, e generosa.

VALERIO
Seguita pur, ché un dì sarai mia sposa.
Anch’io vo accumulando
ciascheduna giornata,
tanto che in breve io viverò d’entrata.

LAURETTA
Mi vuoi poi ben Valerio?

VALERIO
E non lo sai?

LAURETTA
Davver mi sposerai?

VALERIO
Sì, mia Lauretta.
Tu sei la mia diletta,
la mia cara, il mio bene,
e perché ti assicuri
dell’amor che ti giuro, e ti professo,
se tu dici di sì: ti sposo adesso.

LAURETTA

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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