L’Orontea

Dramma per musica.

Libretto di Giacinto Andrea Cicognini, Giovanni Filippo Apolloni.
Musica di Antonio Cesti.

Prima esecuzione: 19 febbraio 1656, InnsbruckHof-Saales Theater.

Personaggi:

AMORE soprano
ORONTEA regina d’Egitto soprano
CREONTE filosofo aio della regina basso
SILANDRA dama soprano
CORINDO cavaliero di corte contralto
GELONE buffone basso
TIBRINO valletto soprano
ARISTEA vecchia contralto
ALIDORO creduto figlio d’Aristea, che si scopre essere Floridano figlio di Sidonio re dei Fenici tenore
GIACINTA schiava in abito di maschio sotto nome d’Ismero soprano

Soldati della guardia reale. Due tritoni. Sirena. Superbia. Pudicizia.

La scena è in Pafo.

Prologo

Scena unica
La scena rappresenta il mar Rosso.
Due Tritoni; Sirena in mare; Amore in una nube che viene allargando.

TRITONE

Spirano ardori
queste marine.
IIº
Son tutto foco
l’umide stille.

TRITONI
Per l’onde brillanti
guizzano i pesci amanti.

SIRENA
Se del marino chiostro
ogni nume, ogni mostro
per queste algose valli
guida festosi balli,
dalle muscose arene
festeggiamo ancor noi ninfe e sirene.

TRITONE

Stende in aria i vanni d’oro
chiara nube
che diffonde di luce ampio tesoro.
IIº
Tanto ardor vien di là su
a incenerir quest’onde.
Forse il ciel piomba qua giù.

SIRENA
Cinto Amore
di splendore
maestoso a noi se n’ viene
festeggiamo ancor noi ninfe, e sirene.

AMORE
I
Deità di quest’acque
nel cui sen Venere nacque:
udite Amore
che per domar una beltà superba
che il suo gran nume offese
oggi s’accinge a memorande imprese.
II
La regina di Egitto,
che sprezzò mio dardo invitto,
impari, che amore
dà legge al mondo e all’universo impera,
e tra pianti, e sospiri
bersaglio di miei strali arda, e sospiri.

SIRENA
Se all’apparir del tuo divin sembiante
abbrucian questi lidi
o gran monarca infante,
ben di quel regio
tuo valor
trionferà,
e la bella Orontea
arderà,
cederà.

TRITONI
Arderà,
cederà,
la superba beltà.
Più pomposa,
più fastosa
la tua gloria al fin sarà.
Arderà,
cederà
la superba beltà.

AMORE
Questo strale
immortale
guerreggi, trionfi in questo dì.
Ferisca.
Colpisca
quell’alma fiera, che tanto ardì.
Io del protervo core
alle vittorie intento
lascio il polo,
e al par del vento
al regno de’ mortali abbasso il volo;
ecco in terra
donne belle
un che guerra
fa alle stelle.
Ma de’ vostri sembianti al puro ardore
resta ammirato, e innamorato Amore.
Più degl’astri del ciel,
che scintillano sì,

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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