Mitridate re di Ponto

Dramma per musica

Libretto di Vittorio Amedeo Cigna-Santi
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Prima esecuzione: 26 dicembre 1770, Milano, Teatro Ducale.
Video dell’opera

Personaggi:

MITRIDATE re di Ponto, e d’altri regni, amante d’Aspasia tenore
ASPASIA promessa sposa di Mitridate, e già dichiarata regina soprano
SIFARE figliuolo di Mitridate, e di Stratonica, amante d’Aspasia soprano
FARNACE primo figliuolo di Mitridate, amante della medesima contralto
ISMENE figlia del re de’ Parti, amante di Farnace soprano
MARZIO tribuno romano, amico di Farnace tenore
ARBATE governatore di Ninfea soprano

Libretto – Mitridate re di Ponto

Atto primo

[Ouverture]
Allegro (re maggiore) / Andante grazioso (la maggiore) / Presto (re maggiore)
Archi, 2 flauti, 2 oboe, 2 corni.

Scena prima
Piazza di Ninfea, con veduta in lontano dalla porta della città.
Sifare con séguito d’Ufficiali, e Soldati, ed Arbate coi Capi de’ cittadini, uno de’ quali porta sopra un bacile le chiavi della città.

Recitativo

ARBATE
Vieni, signor. Più che le mie parole,
l’omaggio delle schiere,
del popolo il concorso, e la dipinta
sul volto di ciascun gioia sincera
abbastanza ti spiega in questo giorno
quanto esulti Ninfea nel tuo ritorno.

SIFARE
Questi di vostra fede
contrassegni gradisco. Altri maggiori
però ne attesi, e non dovea ricetto
qui Farnace trovar.

ARBATE
Del regno adunque
può già la gelosia render nemico
Sifare del german?

SIFARE
La bella greca
che del gran Mitridate
gli affetti meritò, di questo seno
fu pur anche la fiamma, ed è la prima
cagion, benché innocente,
delle gare fraterne.

ARBATE
Oh quanto ti precorse
colle brame, e coi voti
il dolente suo cor!

SIFARE
Se il ver mi narri,
molto a sperar mi resta, e tutto io spero.
Se di Roma fra il servo, e fra ‘l nemico
osa Arbate appigliarsi
al partito miglior.

ARBATE
Se l’oso! E puoi
dubitarne, o signor? Forse m’è ignoto
che Colco è tuo retaggio, e che fu sempre
il Bosforo soggetto a chi di Colco
siede sul soglio? Il tuo voler soltanto
rendimi noto. Io già quel zelo istesso,
che al tuo gran genitore
mi strinse, in tuo favore
qui tutto impegno, e tu vedrai Farnace,
mercé del mio valor, della mia fede,
girne altrove a cercar e sposa, e sede.
(parte col suo seguito)

Scena seconda
Sifare col suo Séguito, ed Aspasia.

SIFARE
Se a me s’unisce Arbate,
che non posso ottener?

ASPASIA
Il tuo soccorso,
signor, vengo a implorar. Afflitta, incerta
vedova pria che sposa al miglior figlio
di Mitridate il chiedo. Ah non fia vero,
che il sangue che t’unisce al tuo germano,
d’una infelice al pianto
prevalga in questo dì, barbaro, audace,
ingiurioso al padre egli al mio core,
ch’è libero, e che l’odia, impone amore.
Ma se pietà non senti,
signor, de’ mali miei, se in mia difesa
non t’arma il mio dolor, vedrai te ‘l giuro,
là su quell’ara, ove aspettata io sono,
come allor, che lo sforza un reo tiranno,
sappia un cor disperato uscir d’affanno.

SIFARE
Regina, i tuoi timori
deh calma per pietà. Finché io respiro,
libero è il tuo voler, e andrà Farnace

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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