Otello
Dramma per musica.

Libretto di Francesco Maria Berio Di Salsa.
Musica di Gioachino Rossini.

Prima esecuzione: 4 dicembre 1816, NapoliTeatro del Fondo.

Personaggi:

OTELLO africano al servizio di Venezia tenore
DESDEMONA amante, e sposa occulta di Otello, figlia di soprano
ELMIRO basso
RODRIGO amante sprezzato di Desdemona tenore
JAGO nemico occulto di Otello, amico per politica di Rodrigo tenore
EMILIA confidente di Desdemona soprano
LUCIO confidente di Otello tenore
DOGE tenore
Un GONDOLIERE tenore

Senatori, Seguaci di Otello, Damigelle del séguito di Desdemona, Popolo.

L’azione fingesi a Venezia.

Atto primo

[Ouverture]

Scena prima
La scena rappresenta la sala del senato, in fondo della quale fra alcuni archi vedesi il lido coperto di Popolo che attende festoso lo sbarco di Otello. Navi in distanza.
Doge, Elmiro e Senatori seduti, indi Otello, Jago, Rodrigo, e Lucio seguiti dalle Schiere.

[N. 1 – Introduzione]

POPOLO
Viva Otello, viva il prode,
delle schiere invitto duce!
Or per lui di nuova luce
torna l’Adria a sfolgorar.
Lui guidò virtù fra l’armi,
militò con lui fortuna,
si oscurò l’Odrisia luna
del suo brando al fulminar.
Marcia
Sbarcato Otello, si avanza verso il Doge al suono d’una marcia militare, seguìto da Jago, da Rodrigo, e da Lucio.

Recitativo

OTELLO
Vincemmo, o padri. I perfidi nemici
caddero estinti. Al lor furor ritolsi
sicura ormai d’ogni futura offesa
Cipro, di questo suol forza e difesa.
Null’altro a oprar mi resta. Ecco vi rendo,
l’acciar temuto; e delle vinte schiere
depongo al vostro piede armi e bandiere.

DOGE
Ah! di qual premio mai…

OTELLO
Mi compensaste assai
nell’affidarvi in me. D’Africa figlio,
qui straniero son io. Ma se ancor serbo
un cuor degno di voi, se questo suolo
più che patria rispetto, ammiro, ed amo,
m’abbia l’Adria qual figlio: altro non bramo.

JAGO
(Che superba richiesta!)

RODRIGO
(A’ voti del mio cor fatale è questa.)

DOGE
Tu d’ogni gloria il segno
vincitor trascorresti. Il brando invitto
riponi al fianco, e già dell’Adria figlio
vieni trai i plausi a coronar il crine
del meritato alloro.

RODRIGO
(a Jago)
Dunque perder dovrò colei, che adoro?

JAGO
(a Rodrigo)
Taci, non disperar.

OTELLO
Confuso io sono
a tante prove e tante
d’un generoso amor. Ma meritarle
poss’io, che nacqui sotto ingrato cielo,
d’aspetto, e di costumi
sì diverso da voi?

DOGE
Nascon per tutto, e rispettiam gli eroi.

[N. 2 – Cavatina]

OTELLO
Ah sì, per voi già sento
nuovo valor nel petto:
per voi d’un nuovo affetto
sento infiammarsi il cor.
(Premio maggior di questo
da me sperar non lice.
Ma allor sarò felice
quando il coroni amor.)

POPOLO
Non indugiar, t’affretta:
deh vieni a trionfar.
(Rodrigo nel massimo dispetto si vorrebbe scagliare su di Otello: Jago lo trattiene)

JAGO
T’affrena, la vendetta
cauti dobbiam celar.

OTELLO
(Deh! Amor, dirada il nembo
cagion di tanti affanni,
comincia coi tuoi vanni
la speme a ravvivar.)

SENATORI E POPOLO

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