Tamerlano

Dramma

Libretto di Nicola Francesco Haym, Agostino Piovene
Musica di Georg Friedrich Händel

Prima esecuzione: 31 ottobre 1724, Londra, King’s Theatre in the Haymarket.
Video dell’opera

Personaggi:

TAMERLANO imperator de’ Tartari contralto
BAIAZETE imperator de’ Turchi, prigione di Tamerlano tenore
ASTERIA figlia di Baiazete, amante di Andronico soprano
ANDRONICO principe greco confederato del Tamerlano contralto
IRENE principessa di Trabisonda, promessa sposa di Tamerlano mezzosoprano
LEONE confidente di Andronico e del Tamerlano basso
ZAIDA confidente di Asteria altro

Prusa, capitale della Bitinia, ora Bursa, la prima città occupata dal Tamerlano dopo la sconfitta de’ Turchi.

Libretto – Tamerlano

Atto primo
[Ouverture]

Scena prima
Cortile nel palazzo di Tamerlano, luogo dove sta imprigionato Baiazete.
Baiazete, ed Andronico.
[N. 1 – Introduzione]

ANDRONICO
Esci, esci, o signore,
abbi libero il piede, in questa reggia.
[N. 2 – Recitativo]

BAIAZETE
(sorte dalla prigione)
Prence, lo so, ti devo
questo di libertà breve momento,
e perché il devo a te, men grave il sento.

ANDRONICO
No, Baiazete, al Tamerlan tu ‘l déi.

BAIAZETE
Al Tamerlan? da lui
libertà non voglio: da lui, che appena
saria degno portar la mia catena.
M’hai tu pietà?

ANDRONICO
M’affliggi allor, che ‘l chiedi.

BAIAZETE
Dammi il tuo ferro!

ANDRONICO
Ah! mio signor, non mai.

BAIAZETE
Tu ‘l neghi a me? per me pietà non hai.
Non me ‘l neghi il mio ardir: questo mi tragga
alla mia libertade,
o con la vostra, o con la morte mia.
(leva di mano ad una guardia la daga)
Indietro!

ANDRONICO
Ohimè! tu sei…

BAIAZETE
Son Baiazete ancora,
bench’io sia prigionier. No, no, non voglio
dal Tamerlan né libertà né vita.
Io vuò morire, o sia ragione, o orgoglio.
(tenta d’uccidersi)

ANDRONICO
Ferma! signor, che fai?
Tu morir? ed Asteria?

BAIAZETE
Ahi, tu mi svegli in seno un molle affetto,
per cui sento languir la mia costanza.
Questo è il solo spavento
che mi fa il mio morir, lasciar la figlia.

ANDRONICO
E in qual grand’uopo, oh dèi!

BAIAZETE
Ah! mio destin, troppo crudel tu sei!
Son tra ceppi, e m’insulta il mio nemico;
ho in mano la vendetta, e pur la perdo:
posso morire, e ancora
m’è fatale il mio amor; né vuol, ch’io mora.
(getta il ferro)
[N. 3 – Aria]
Forte e lieto a morte andrei
se celassi ai pensier miei
della figlia il grande amor.
Se non fosse il suo cordoglio,
tu vedresti in me più orgoglio,
io morrei con più valor.
Forte e lieto a morte andrei
se celassi ai pensier miei
della figlia il grande amor.
(parte)

Scena seconda
Andronico, poi Tamerlano.

Recitativo

ANDRONICO
Non si perda di vista il disperato;
servasi Asteria in lui, e nel suo amante
ami la figlia almen l’amor del padre.

TAMERLANO
Principe: or ora i Greci
han posto in mio poter il vostro impero;
ond’io vi rendo il trono. Il Tamerlano
non usurpa l’altrui, vince e lo dona.
Io vi dichiaro imperator; potrete
partir a vostro grado.
Ite a Bisanzio…

ANDRONICO
Ah! mio signor, è grande

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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