Ulisse

Opera in un prologo e due atti

Libretto e musica di Luigi Dallapiccola
Fonti letterarie: Ulisse di Omero

Prima rappresentazione: Berlino, Deutsche Oper, 29 settembre 1968

Prologo
Primo Atto
Secondo Atto


Prologo

PRIMO EPISODIO (CALYPSO)
Tratto di spiaggia sull’isola Ogigia. Vasto orizzonte.
Calypso è sola sulla scena e sta guardando lontano.

CALYPSO
Son soli, un’altra volta, il tuo cuore e il mare
desolata ti piange Calypso. La dea senza amore.
Ti rivelasti a me mormorando in profondo sopore:
Guardare, meravigliarsi, e tornar a guardare.
Compresi. Era menzogna la nostalgia del figlio,
della patria, del vecchio padre, della tua sposa:
era menzogna il pianto che ti scendea dal ciglio
rigandoti le guance e le vesti. Altra cosa
cercavi e tal che mai mi riuscì penetrare.
Guardare, meravigliarsi, e tornar a guardare.
Immortal ti volevo. Ulisse. Tale sorte
non accettasti. A che il tuo cuore aspirava?
Che bramare può l’uomo se non sfuggir la morte?
Quanto mistero nello spirito che anelava
Guardare, meravigliarsi e tornar o guardare.
Son soli, un altra volta, il tuo cuore e il mare.

CAMBIAMENTO DI SCENA

SECONDO EPISODIO
INTERMEZZO SINFONICO (POSIDONE)

TERZO EPISODIO (NAUSICAA)
Spiaggia sull’isola dei Feaci. Boscaglia nel fondo.
Le Ancelle, che hanno appena finito di lavare e di esporre al sole varie tuniche multicolori, con grida di gioia si apprestano al gioco della palla. Nausicaa è sdraiata sulla spiaggia, in disparte, quasi assente.

(Il gioco della palla si svolge, intercalato da grida di gioia delle Ancelle. Finito il gioco, queste si volgono a Nausicaa).

ANCELLE
Nausicaa! Nausicaa!

I ANCELLA
Tu, la più gaia e ciarliera fra noi,
come e perché quest’oggi
sei così appartata e silenziosa?

NAUSICAA
Amiche, ho fatto un sogno così strano…
Ne son felice, ma tanto turbata …

II ANCELLA
Turbata perché mai?

NAUSICAA
Tu m’apparivi
bel sogno e m’annunciavi
prossime nozze..

ANCELLE
Nausicaa! qual sogno

I ANCELLA
Come può un sogno sì bello turbare?

NAUSICAA
Ho veduto lo sposo in sogno
e m’ha parlato …

I ANCELLA
Quale egli era dei nobili Feaci?

NAUSICAA
Non era uno dei nostri …

ANCELLE
Era un eroe?
Un principe?

I ANCELLA
Era un Re?

NAUSICAA
(Trasognata)
Non so chi fosse

I ANCELLA
Non sai chi fosse … E quale aspetto aveva?

NAUSICAA
Occhi fondi. provati dal dolore.
un volto che sembrava quel d’un Dio
avea l’uomo venuto a me dal mare.
Guardava al cielo, in alto, interrogante.
Chi era? Che cercavo? “O creatura.
– mi disse – luce sei che squarcia un velo
di fitte nubi; bianco giglio sei
sull’acque in furia: vollero gli Dei
far di te rosa sorta in mezzo al gelo
d’inverno”. Tutto intorno la natura
taceva Ed io tacevo, trepidante.
Ero così felice di sognare.
Scomparve. Non ci fu neanche un addio,
Ditemi, amiche, è forse ciò l’amore?

(Rimane assorta)

ANCELLE
(cercando di richimare Nausica alla realtà)
Nausicaa! Nausicaa!

I ANCELLA
Strana, fanciulla. la tua domanda!
Son fole i sogni: rimani serena ..

ANCELLE
Nausicaa! Con noi gioca!
(Nausicaa si unisce al gruppo delle Ancelle; viene ripreso il gioco della palla. La palla arriva a Nausicaa; questa la respinge con violenza maldestra, tanto da farla finire nella boscaglia. Al limitare di questa appare Ulisse, sommariamente coperto di frasche; due Ancelle in fretta gli mettono indosso una tunica.)

NAUSICAA
(Tra sé, trasognata)
Era questo lo sposo che ho sognato …
(Ulisse avanza di qualche passo … Si ferma)

ULISSE
Nell’uomo scrutar volli il bene e il male.
Questi occhi il mondo ed i prodigi suoi
han contemplato. Ma una volta sola

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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