Amadigi di Gaula
Opera.

Libretto di Hermann Jakob Heidegger, Nicola Francesco Haym.
Musica di Georg Friedrich Händel.

Prima esecuzione: 25 maggio 1715, LondraKing’s Theatre in the Haymarket.

Personaggi:

AMADIGI di Gaula eroe, amante di Oriana mezzosoprano
DARDANO prencipe di Tracia contralto
ORIANA figlia del re dell’isole Fortunate soprano
MELISSA maga amante di Amadigi contralto
ORGANDO mago soprano

Al molto onorevole…
…Richard, conte di Burlington e Corck, barone Clifford di Landesbrough, ecc.
Mio signore, il mio dovere e la mia gratitudine mi obbligano a dare questa pubblica testimonianza, di quel generoso interesse che sua signoria ha sempre mostrato per la promozione della musica teatrale, ma quest’opera reclama più direttamente la sua protezione, poiché essa è composta all’interno della sua stessa famiglia.
Dedica
Il particolare incoraggiamento che lei ha dato alle arti liberali, non solo mostra la sensibilità del suo gusto, ma sarà un mezzo per rafforzarle in questo paese, e l’Italia non si vanterà più di essere la sede della bellezza, mentre i figli dell’arte fioriscono sotto la sua protezione.
Sua signoria invece si è così distinta, ed ogni scienza si è incrementata sotto la sua propizia generosità. Una così autentica conoscenza del valore, e un così buon giudizio di cosa è elegante, si trova solo raramente fra persone di età avanzata; ma lei mio signore, con una non comune felicità di ingegno, perfino nel fiorire della gioventù fa il suo ingresso nel mondo con il gusto più raffinato e il più maturo giudizio.
Ma io temo che il piacere che io provo nell’esporre le sue eccellenti qualità mi farà commettere un involontario errore, e che io possa essere giudicato importuno, mentre desideravo soltanto mostrare con quanto rispetto io sono,
mio signore,
il più umile, il più obbligato, e il più fedele servitore di sua signoria,
John James Heidegger

Atto primo

Scena prima
Giardino di Melissa.
Notte.
Amadigi, e Dardano.

AMADIGI
Or che di negro ammanto
è ricoperto il cielo, e ogn’un riposa
prencipe andiamo, ove l’onor c’invita;
abbandoniam queste incantate soglie
che già troppo contrarie
furo alla gloria mia, ed al mio amore.

DARDANO
Già d’Amadigi il nome
fa incredibil le prove
della forza del braccio, e del valore:
dopo tante vittorie
tempo è dunque che ascolti,
della vaga Melissa
gl’innamorati pianti.
Mira; come qui ride il fiore; e come
verdeggia il prato; e limpido il ruscello,
qui come irriga il suolo:
tutto con l’arti sue forma d’incanti,
per piacere a te sol, che sei sua vita.

AMADIGI
Più cerca ella piacermi, io più la sprezzo.

DARDANO
Ingrato dunque sei.

AMADIGI
Mira, e poi dimmi ingrato;
(gli mostra il ritratto di Oriana)
mira questi colori,
che non sono ch’un’ombra al par del giorno.
E di’, se posso, oh dio,
per Melissa lasciar, l’idolo mio?

DARDANO
(Ah! che rimiro, o stelle!
Questo è il mio ben si finga.)
Ella ti corrisponde?

AMADIGI
M’ama quant’io l’adoro.
Ma, ché più qui si tarda? andiam o prence.

DARDANO
Signor, più non m’oppongo, alle tue brame:
resta; che intanto io vado
per ricercare, un opportuno calle,
che celi agl’occhi altrui il nostro scampo.

AMADIGI
Quivi t’attendo.

DARDANO
(Ed io di sdegno avvampo.)
[N. 1 – Aria]
Pugnerò contro del fato,
vendicato il cor sarà;
e il rivale mio spietato
al mio piè vinto cadrà.

Scena seconda
Amadigi solo.
[N. 2 – Recitativo accompagnato]
O notte, o cara notte;
spiega il più oscuro velo.
E tu nume dei sogni
soccorri un fido amante
con i silenzi, e l’ombre;
che già mai favoristi, con l’orror del tuo nero,
un cor del mio più fido, e più sincero.
[N. 3 – Aria]
Notte amica dei riposi
deh m’assisti, e riconforta,
il mio sen che sta penan…
Si schiarisce in un subito la scena, scaturiscono da terra vasi, fontane e statue. Ed una truppa di Spiriti infernali, inviati da Melissa, da tutti i lati della scena, si oppongono alla partenza di Amadigi.
Che miro! invido fato
bramo la notte, e il sol m’apporta il giorno?
Fuggirò, ma dove? forse di qui?
Ah no; ch’impedito è ogni passo
allo scampo, alla fuga.
Ah Melissa, Melissa! io son tradito.
Ma che! s’apra col ferro il varco.
(mentre pone il pugno alla spada, sopraggiunge Melissa)

Scena terza
Melissa, ed Amadigi.

MELISSA
E tu cerchi fuggir? perfido; ingrato.
Deh Melissa t’arresti.

AMADIGI
Nulla può ritenermi.

MELISSA
Ti piegherà il mio pianto.

AMADIGI
Ho già risolto.

MELISSA
I sospir.

AMADIGI
Non gli apprezzo.

MELISSA
Adoprerò lusinghe.

AMADIGI
Solo l’ardor di gloria, il cor mi tocca.

MELISSA
E pur so ch’Oriana, il sen t’accende.

AMADIGI
Dunque perché mi segui?

MELISSA
Crudel; perché t’adoro.

AMADIGI
E se sdegno il tuo foco,
come farai, ch’io t’ami?

MELISSA
Nella torre incantata, è già il tuo bene.
Va’ dunque empio spietato
vanne a colei che t’arde il cor; ma pensa,
che sdegnata Melissa,
tutti i mostri d’inferno,

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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