Giulio Cesare in Egitto
Dramma per musica.

Libretto di Giacomo Francesco Bussani.
Musica di Antonio Sartorio.

Prima esecuzione: 17 dicembre 1676, VeneziaTeatro San Salvatore.

Interlocutori:

Romani
GIULIO Cesare primo imperator de’ Romani soprano
CURIO tribuno del popolo di Roma tenore
CORNELIA moglie di Pompeo Magno soprano
SESTO Pompeo, figlio di Pompeo, e di Cornelia soprano
Egizi
CLEOPATRA regina dell’Egitto soprano
TOLOMEO re giovine dell’Egitto, fratello di Cleopatra contralto
ACHILLA duce generale dell’armi, e consigliero confidente di Tolomeo basso
RODISBE nutrice di Cleopatra tenore
NIRENO paggio di corte, e confidente di Cleopatra soprano

Voci de’ Congiurati.

La scena in Alessandria d’Egitto.

Madamoiselle
Sotto l’ombra d’una beltà britannica risorge dall’urna de’ secoli su la famosa scena dell’Adria il primo imperatore de’ Romani. Cotesto fulmine di Marte si fa vedere sotto il patrocinio di v. s. illustrissima, ch’essendo nipote di quel gran capitano il duca d’Albimarle, il quale col folgore della spada nella destra avendo gloriosamente stabilito il diadema su le tempia del suo re, diede a conoscere, che questa nobilissima stirpe è destinata alla protezione della virtù. Se v. s. illustrissima si degnerà d’accogliere con la sua innata benignità il mio Giulio Cesare, farà vedere a chi legge, che un cigno, il quale più volte spiegò il volo su le amene falde dell’Adria dovea consacrarsi allo splendore delle sue ammirande virtù col dichiararsi.

Di v. s. illustriss.
umiliss. devotiss. obblig. ser.
Il Bussani

Lettore
Ecco il Giulio Cesare. Spero che lo aggradirai rappresentato da cantanti, ogn’uno de quali saprà darti virtuosamente nel genio. La musica ti basti, che fia sempre singolar composizione del sig. Antonio Sartorio maestro di cappella dell’altezza serenissima del duca Gio. Federico di Brunsvic, e Lunem. e c. vice maestro di questa serenissima dominante.
Vieni, e compatisci.

 

Argomento
Giulio Cesare dittatore dopo soggiogate le Gallie non avendo potuto per opra di Curio Tribuno ottenere il consolato, si portò con tant’impeto all’eccidio della libertà latina, che si dimostrò più nemico di Roma, che cittadino romano. Ai torrenti, che dall’Alpi nevose diruparono dell’armi cesaree, non essendo argine valevole l’autorità opposta del senato intimorito, s’involò questi al furore di quella fortuna, che combatteva per Cesare, ricovrandosi co’ suoi concittadini nella Farfaglia sotto la condotta di Pompeo Magno. Nel memorabil conflitto di quella battaglia fatale non avendo Roma più che vincere al mondo, soggiogò sé medesima per essere sempre vittoriosa anco nelle proprie perdite. Non potendo Pompeo Magno sostenere più il lampo della spada trionfatrice di Giulio Cesare, memore de’ benefici prestati alla corona de’ Tolomei si salvò con Cornelia la moglie, e Sesto Pompeo il figlio nell’Egitto in tempo, che Cleopatra, e Tolomeo re giovine, tiranno, e lascivo, più crudelissimi nemici, che germani vicendevolmente armavano per la pretendenza dello scettro. Cicerone rimase prigioniero. Il buon Catone si svenò in Utica, e Scipione colle reliquie delle legioni latine errò fuggitivo per l’Arabia. Conscio Giulio Cesare, che la sola depressione di Pompeo poteva essergli base per ascendere al trono di Roma solo imperatore dell’universo, lo seguitò nell’Egitto. Tolomeo per obbligar Cesare al suo partito contra Cleopatra, barbaro di costumi, ed empio di fede fattone scempio per consiglio di Achilla fecegli presentar ‘l di lui capo tronco dal busto. Pianse Giulio su la testa del nemico. Tacciò di troppa arditezza Tolomeo, il quale a suggestione del consiglier scellerato violando con ordita congiura la fede dell’ospizio necessitò poco dopo Cesare istesso a scagliarsi dalla reggia nel porto. Si salvò Giulio a nuoto. Mosse l’armi all’espugnazione del tiranno. Ed acceso dalle bellezze di Cleopatra, la sollevò al soglio regina dell’Egitto, calcando egli il trono del mondo primo imperator de’ Romani.
Su la base di questa famosissima, e grand’istoria sta fondata la vasta mole del presente dramma intitolato Giulio Cesare in Egitto.

Atto primo

Scena prima
Campagna d’Egitto flagellata dai raggi del sole con antico ponte di pietra sopra un ramo del Nilo.
Giulio Cesare. Curio, che passano il ponte.

GIULIO
Curio, Cesare venne, e vide, e vinse.
Già il pompeian sconfitto
ode muggir sotto al cesareo giogo
punto da l’armi ‘l Tauro, e mal soffrendo
tinte di sangue imporporar le sponde
del Tigri, e del Peneo mormoran l’onde.
Così vedrà Pompeo
l’alloro serpeggiar su la mia chioma.
Cesare solo imperator di Roma.

"Dimmi il mio nome prima dell'alba, e all'alba vincerò"
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